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10 APRILE 2002
nr. 88
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)
Contenuto:
1-
<L'ex Sindaco di Castiglione delle Stiviere e fondatore del Museo
Internazionale della Croce Rossa di Castiglione fra i protagonisti
del libro edito da Mondadori, Enzo Boletti fra "Gli ultimi
28">
Di Maurizio Froldi, Castiglione delle Stiviere
2-
<Il Presidente riafferma l'applicabilità delle Convenzioni
di Ginevra>
CICR News 02/13 del 28 marzo 2002
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera
3-
<Israele, i territori occupati e i territori autonomi: il CICR
limita i suoi spostamenti in Cisgiordania Comitato Internazionale
della Croce Rossa (CICR)>
Comunicato stampa del 5 aprile 2002
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera
4-
<Medio Oriente: il Comitato Internazionale della Croce Rossa
e la Federazione internazionale delle Società della Croce
Rossa e della Mezzaluna Rossa lanciano un appello solenne>
Comunicato stampa 22/02 del 2 aprile 2002
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera
5-
<Irak/Arabia Saudita: rimpatrio di cittadini iracheni sotto gli
auspici del CICR>
Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR)
Comunicato stampa del 5 aprile 2002
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera
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1-
L'ex sindaco di Castiglione fra i protagonisti del libro edito da
Mondadori
Enzo Boletti fra "Gli ultimi 28"
La tragedia dell'ARMIR nella campagna di Russia non fu dovuta solo
al freddo e alle battaglie che l'esercito italiano dovette affrontare
senza i mezzi e la preparazione necessaria. Si sa che migliaia di
militari trovarono la morte per le drammatiche condizioni della
prigionia. Nel recentissimo libro Gli ultimi 28 gli autori Francesco
Bigazzi e Evgenij Zhirnov, grazie ad una lunga ricerca negli archivi
dei ministeri russi, hanno ricostruito la storia degli ultimi reclusi
italiani "dimenticati" nelle carceri sovietiche, il cui
calvario durò per un decennio abbondante.
E di quegli ultimi 28, l'ultimissimo prigioniero è a noi
ben noto. Per Enzo Boletti, più volte sindaco di Castiglione,
il secondo conflitto mondiale è finito, infatti, solo il
25 novembre 1954, quattordici anni dopo la sua partenza, come volontario,
fra gli alpini.
Catturato in Alto Adige l'8 settembre 1943, finisce in un lager
tedesco, ne fugge, combatte fra i partigiani polacchi, viene arrestato
dai sovietici ed entra nei gulag. Processato e condannato, finisce
nel lager di Vorkuta, non lontano dal Mar Glaciale Artico. Gira
per varie prigioni. Nell'estate del '48 partecipa alla rivolta dei
prigionieri che coinvolge migliaia di deportati, domata con i cannoni
e gli aerei. Alla fine del 1950, dal campo di Stalino, riesce a
far giungere a casa una cartolina in tedesco, tramite l'Agenzia
Centrale delle Ricerche del Comitato Internazionale della Croce
Rossa di Ginevra, la prima dopo molti anni. È la sua salvezza
perché, avuta prova della sua esistenza, il Governo italiano
inizia a chiedere notizie di lui per canali diplomatici. A Stalino
incontra gli altri ultimi prigionieri italiani. Le sue peregrinazioni,
però, continuano, fino a quando viene spedito in Siberia
Orientale. La gente del luogo lo aiuta e si riprende. Nel novembre
del 1954, scontata la condanna a otto anni, Boletti non si fa illusioni.
Invece nell'autunno inizia il viaggio verso Brescia, dove giunge
il 25 novembre, accolto trionfalmente. Ha 35 anni e non rivede l'Italia
da undici.
Nel libro di Bigazzi e Zhirnov si trovano molte di queste notizie
e, particolare interessante, i messaggi che l'Ambasciata d'Italia
in URSS manda al Ministero degli Esteri di Mosca. Boletti e il gruppo
di cui fa parte ne sono i protagonisti. E gli ultimi riguardano
proprio lui. L'allegato 30 del 4 agosto 1954 riassume le sue vicende
e chiede il rientro "del militare italiano S. tenente Enzo
Boletti, figlio di Emilio e di Aurora Maraschi, nato a Brescia il
6 dicembre 1919". L'allegato 32 chiude il libro. Datato 10
novembre 1954, porge i ringraziamenti dell'Ambasciata d'Italia,
comunica che il "2° Segretario dell'Ambasciata d'Italia
a Vienna, Dr Paolo Emilio Bassi, è stato incaricato di ricevere
dalle competenti Autorità sovietiche il (.) rimpatriando"
e chiude rinnovando "al Ministero i sensi della sua più
alta considerazione".
Maurizio Froldi
Nota della Redazione di Caffè Dunant:
Ulteriori informazioni sulla vita (completo di qualche foto) di
Enzo Boletti, unica persona della Croce Rossa Italiana ad aver ricevuto
la Medaglia Henry Dunant (la più alta onoreficienza del Movimento
internazionale della Croce Rossa assegnata ogni due anni dalla Commissione
Permanente) si possono trovare su http://www.micr.it/html/museo.html
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2-
Il presidente riafferma l'applicabilità delle Convenzioni
di Ginevra
CICR News 02/13 del 28 marzo 2002
Il presidente del CICR, Jakob Kellenberger, ha insistito sull'applicabilità
del diritto internazionale umanitario esistente e della sua pertinenza
nel mondo moderno. Prendendo la parola alla 58a sessione della Commissione
dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite a Ginevra, Kellenberger
ha dichiarato che, correttamente applicato, il diritto internazionale
sarebbe uno degli strumenti più potenti di cui dispone la
comunità delle Nazioni per tentare di ristabilire l'ordine
e la stabilità nel mondo - anche, e forse soprattutto, dopo
la tragedia dell'11 settembre. Sempre secondo il presidente, il
diritto umanitario non impedisce il processo di inchiesta sui crimini
commessi o pianificati; non impedisce di punire le persone dichiarate
colpevoli. Il diritto è concepito per accettare le sfide
e far fronte alle minacce della nostra epoca. Quello che spesso
manca, tuttavia, è la volontà di applicare e di far
rispettare il diritto internazionale, soprattutto le Convenzioni
di Ginevra. Kellenberger ha indicato che le Convenzioni di Ginevra
e i loro Protocolli addizionali, non impediscono alla giustizia
di seguire il proprio corso, ma che hanno come sola esigenza che
le garanzie di un procedimento regolare siano doverosamente applicate
agli autori dei delitti.
Il presidente Kellenberger ha approfittato di questa occasione per
attirare l'attenzione su quello che egli considera un rischio grave.
Certamente, gli attacchi dell'11 settembre hanno colpito i valori
più fondamentali della società umana, in particolare
quelli che costituiscono l'essenza stessa del diritto internazionale
umanitario e dei diritti dell'uomo. Bisognerebbe tuttavia vegliare
affinché questi avvenimenti non occultino la gravità
della situazione in numerose zone di conflitto sparse nel mondo
spesso dimenticate o trascurate. Se le si ignorano, se non si tiene
conto delle violenze che vi sono perpetrate, è grande il
rischio di vedere affievolirsi l'insieme delle regole del diritto
internazionale umanitario.
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3-
Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR)
Comunicato stampa del 5 aprile 2002
Israele, i territori occupati e i territori autonomi: il CICR limita
i suoi spostamenti in Cisgiordania
Tel Aviv (CICR) - A seguito degli incidenti in cui erano implicati
dei soldati delle Forze di difesa israeliane e che hanno messo in
pericolo la sicurezza del personale della Croce Rossa e agli attacchi
diretti contro suoi veicoli e suoi locali, il Comitato Internazionale
della Croce Rossa (CICR) è oggi obbligato a limitare allo
stretto indispensabile i suoi spostamenti in Cisgiordania.
Numerosi incidenti l'hanno portato a prendere questa decisione.
In effetti, negli ultimi due giorni, dei membri del personale del
CICR a Betlemme sono stati minacciati a bruciapelo, dei colpi di
intimazione sono stati sparati in direzione di veicoli del CICR
a Nablus e a Ramallah, due veicoli del CICR sono stati danneggiati
dai tanks delle Forze di difesa israeliane a Tulkarem, e delle persone
si sono introdotte per effrazione nei locali dell'istituzione in
questa città.
Questo comportamento è completamente inaccettabile, perché
mette in pericolo non solamente il lavoro dei servizi medici di
urgenza che consiste nel salvare delle vite, ma anche la missione
umanitaria del CICR.
Mentre gli spostamenti dei suoi veicoli e del suo personale sono
limitati, il CICR resterà in contatto con le autorità
israeliane al fine di cercare di assicurare la loro cooperazione
per la fornitura di medicinali e di viveri agli ospedali e a tutti
coloro che si trovano in situazione di bisogno, per il passaggio
in tutta sicurezza degli ingegneri municipali incaricati di riparare
le installazioni idriche e elettriche danneggiate e per la realizzazione
di altre attività umanitarie.
Il direttore generale del CICR, Paul Grossrieder, e il capo delle
operazioni per il Medio Oriente e l'Africa del Nord, Werner Kaspar,
sono oggi in Israele così come nei territori occupati e nei
territori autonomi per intrattenersi con le più alte autorità
israeliane e invitarle a rispettare gli obblighi che loro imcombono
in virtù del diritto internazionale umanitario, vale a dire
rispettare la popolazione civile e l'azione del CICR.
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4-
Comunicato stampa 22/02 del 2 aprile 2002
Medio Oriente: il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la
Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa
e della Mezzaluna Rossa lanciano un appello solenne
Ginevra (2 aprile 2002) - Negli ultimi giorni, a seguito dell'aggravarsi
della situazione, i delegati della Croce Rossa internazionale e
i volontari della Mezzaluna Rossa palestinese si sono sforzati di
rispondere ai bisogni umanitari più pressanti in Cisgiordania.
Tuttavia, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) e
la Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa
e della Mezzaluna Rossa (Federazione internazionale) sono a deplorare
i casi frequenti e spesso gravi nei quali al personale medico è
stato impedito di compiere la sua missione che gli permette di salvare
delle vite. La condizione base umanitaria fondamentale in una situazione
di violenza è che tutti i membri del personale medico e tutti
i volontari siano autorizzati a lavorare senza impedimento.
Molto resta da fare in quasi tutti i settori dell'azione umanitaria
- cure mediche, benessere delle popolazioni civili, protezione dei
non-combattenti o delle persone arrestate, soprattutto. Pur tuttavia,
ai delegati del CICR è stato sfortunatamente impedito di
lavorare, essendosi deteriorate le loro vie abituali di comunicazione
con le autorità israeliane.
Attualmente, il CICR si sforza di ottenere urgentemente l'accesso
a tutte le persone che sono state arrestate.
Il CICR e la Federazione internazionale sperano in un miglioramento
rapido delle comunicazioni e, di conseguenza, delle relazioni di
lavoro in modo che i soccorsi vitali arrivino alla popolazione palestinese.
In questo contesto, il CICR lancia un appello urgente e solenne
a tutti coloro che hanno fatto ricorso alla forza armata perché
essi rispettino urgentemente il diritto internazionale, in particolare
la IV Convenzione di Ginevra del 1949 relativa alla protezione delle
persone civili in tempo di guerra e le regole che disciplinano la
condotta delle ostilità.
Più in particolare, le forze e le persone partecipanti alla
condotta delle ostilità devono prendere tutte le precauzioni
necessarie perché i civili e i beni di carattere civile siano
risparmiati, che le persone detenute siano trattate umanamente in
ogni circostanza, che i feriti e i malati abbiano accesso a delle
strutture mediche adeguate, che il personale medico e i mezzi di
trasporto possano funzionare liberamente. Inoltre, il carattere
sacro di tutti i luoghi di culto deve essere rispettato da tutte
le forze in campo. Gli atti terroristici quali gli attacchi suicidi
sono assolutamente e incondizionatamente vietati, così come
gli atti di rappresaglia, gli attacchi indiscriminati e gli attacchi
diretti contro la popolazione civile.
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5-
Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR)
Comunicato stampa del 5 aprile 2002
Irak/Arabia Saudita: rimpatrio di cittadini iracheni sotto gli auspici
del CICR
Ginevra (CICR) - Sei civili iracheni sono stati rimpatriati il
7 aprile sotto gli auspici del Comitato Internazionale della Croce
Rossa (CICR). Essi erano stati soccorsi dai guardia coste sauditi
dopo che la loro nave era affondata al largo delle coste dell'Arabia
Saudita alla fine di novembre 2001. Le spoglie mortali di due cittadini
iracheni che erano periti nel naufragio sono state anch'esse consegnate
ai rappresentanti del governo iracheno.
Dopo che le autorità saudite avevano chiesto al CICR, in
qualità di intermediario neutro, di facilitare il rimpatrio,
dei rappresentanti della delegazione regionale del CICR per la penisola
arabica avevano potuto visitare in Arabia Saudita, nel marzo scorso,
i sei iracheni sopravvissuti. Conformemente alle procedure abituali
dell'istituzione, i delegati del CICR si erano intrattenuti senza
testimoni con ciascuno di essi per assicurarsi che essi rientravano
nel loro paese volontariamente.
In seguito, il CICR aveva intrapreso le procedure presso le autorità
di Bagdad, e l'operazione di rimpatrio, che si è svolta al
posto di controllo di Judaidah, sulla frontiera tra i due paesi,
è stata condotta con la piena collaborazione delle autorità
irachene e saudite.
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Museo Internazionale Croce Rossa
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