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3 MARZO 2002
nr. 83
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)
Contenuto:
1-
CICRnews 9 del 28 febbraio 2002
CICRnews 8 del 21 febbraio 2002
CICR news 7 del 14 febbraio 2002
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo
2-
Il trattato di Ottawa ha tre anni
CICR News 02/09 del 28 febbraio 2002
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera
3-
Comunicato Stampa 02/15 21 febbraio 2002-03-03
Niger: Una conferenza africana si impegna a favore di una maggiore
protezione dei civili.
Traduzione non ufficiale di Anna Fondrieschi
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1-
CICRnews 9 del 28 febbraio 2002
COLOMBIA - Situazione sorvegliata.
A seguito della recente rottura delle negoziazioni fra le forze
armate
rivoluzionarie di Colombia/Armata del popolo (FARC/EP) e il governo
, il
CICR ha inviato, il 21 febbraio , tutte le parti in conflitto a
rispettare
il diritto internazionale umanitario.
AFGANISTAN - Il CICR avvia una terza serie di distribuzioni a Kabul.
Il CICR procede a una terza serie di distribuzioni di soccorsi per
l'inverno
a 5000 famiglie dei distretti molto popolati a sud di Kabul. Ogni
famiglia
riceverà 20 litri di gasolio, due sacchi di carbonu, un telo
e due coperte.
ISRAELE: I TERRITORI OCCUPATI ED I TERRITORI AUTONOMI
La difficoltosa distribuzione dei farmaci.
Una delle conseguenze più dolorose della politica dell'accerchiamento
a
tenaglia imposto da Israele in Cisgiordania e nella striscia di
Gaza +è l'
impedimento alla libertà di circolazione delle persone e
dei beni.
IL TRATTATO DI OTTAWA A TRE ANNI.
Il 1 marzo sarà il terzo anniversario dell'entrata in vigore
del trattato di
Ottawa che vieta le mine antipersona, nello scopo di mettere fine
a quello
che il CICR ha chiamato <l'epidemia mondiale> delle ferite
da mina.
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CICRnews 8 del 21 febbraio 2002
MAROCCO/SAHARAQ OCCIDENTALE
Il CICR incontra 400 famiglie di prigionieri marocchini nelle mani
del
Fronte Polisario.
Zohra avrà 24 anni la prossima estate e aspetta sempre di
incontrare suo
padre. Nata nel 1978, tre anni dopo l'inizio del conflitto del Sahara
occidentale e qualche settimana dopo la cattura di suo padre, lei
non lo
conosce che dalle lettere e le foto che riceve da lui per il tramite
del
CICR.
TURCHIA
Primo seminario sul diritto internazionale umanitario destinato
alle
università turche.
Il CICR ha organizzato, il 7 febbraio, in collaborazione con un
istituto di
ricerca specializzato, il primo seminario sul diritto internazionale
umanitario destinato alle unifersità turche.
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CICR news 7 del 14 febbraio 2002
Notizie in breve
NEPAL
Il CICR riprende le sue visite ai detenuti
Dopo tre sessioni di incontri per la pace fra il governo nepalese
e l'
opposizione armata maoista, gli insorti misero fine al cessate il
fuoco il
23 novembre dell'anno scorso, lanciando attacchi contro le posizioni
dell'
armata reale nepalese e della polizia in tutti i paesi.
AFGANISTAN
Riuniti dopo tre anni di separazione
Collaboratori del CICR, la settimana scorsa, hanno riportato una
bambina di
9 anni, Gull Desta, nel suo villaggio di Khakrez (provincia di Kandahar).
SIERRA LEONE
Promuovere il Diritto Internazionale Umanitario
Dopo anni, il CICR porta il suo sostegno alla Sierra Leone, Stato
Parte
delle Convenzioni di Ginevra ed ai loro Protocolli Aggiuntivi, nella
diffusione del Diritto Internazionale Umanitario e dei suoi Principi
ai
soldati delle forze armate (Forze Armate della Repubblica della
Sierra
Leone) e ad altri gruppi.
TANZANIA
La azione umanitaria è stata rivalutata in una esercitazione
di
mantenimento della pace. Rappresentanti del CICR e della Croce Rossa
della
Tanzania partecipano attualmente a una esercitazione militare di
mantenimento della pace <Tanzanite> organizzata dalla Francia
e dalla
Tanzania nelle regioni costiere presso Dar-es-Salaam e Tanga. <Tanzanite>
riunisce le forze armate di 16 paesi africani e osservatori militari
del
mondo intero.
INDIA
Lancio del primo programma di insegnamento a distanza del diritto
internazionale umanitario in Asia del Sud. La delegazione regionale
del CICR
a Nuova Deli ha lanciato un programma di insegnamento a distanza
del diritto
internazionale umanitario su internet, che costituisce una prima
esperienza
di questo tipo nell'Asia del Sud.
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2-
Il trattato di Ottawa ha tre anni
CICR News 02/09 del 28 febbraio 2002
Il 1° marzo segnerà il terzo anniversario dell'entrata
di vigore del
trattato di Ottawa che vieta le mine antipersona, allo scopo di
mettere fine
a quella che il CICR ha chiamato l'"epidemia mondiale"
dei feriti a causa
delle mine. Il trattato impedisce l'uso, la produzione, lo stoccaggio
e il
trasferimento delle mine antipersona ed esige la distruzione degli
stocks
esistenti.
Per sradicare il flagello rappresentato dalle mine antipersona,
il trattato
prescrive delle misure specifiche che occorre applicare nei termini
previsti. Una disposizione importante riguarda l'obbligo fatto agli
Stati
legati dal trattato di distruggere i loro stocks nel termine di
quattro
anni. Il 1° marzo 2003 i primi 45 Stati parte del Trattato avranno
assolto
quest'obbligo. Ad oggi 31 Paesi hanno annunciato che essi hanno
distrutto la
totalità dei loro stocks, mentre 22 altri si adoperano per
eliminare i loro.
Il rispetto di questa disposizione è capitale se si vuole
impedire l'
utilizzo e il trasferimento di milioni di mine attualmente stoccate.
Da oggi
al 2009 i Paesi infestati dalle mine antipersona dovranno essere
sgomberati
da queste armi e in virtù del trattato, gli altri Paesi sono
tenuti ad
aiutarli nei loro sforzi.
In totale 122 Paesi sono ad oggi pienamente legati dal trattato
di Ottawa,
20 altri lo hanno firmato, ma non l'hanno ancora ratificato. Il
CICR chiede
regolarmente ai governi che non lo hanno ancora fatto di aderire
al trattato
il prima possibile. Esso è persuaso che l'obiettivo ultimo
che persegue la
comunità internazionale, cioè l'eliminazione completa
delle mine
antipersona, sarà a lungo termine raggiunto.
Ogni anno, il numero degli Stati parte aumenta; durante questo tempo,
i
governi coordinano i loro sforzi per vegliare all'applicazione del
trattato.
Nei Paesi che ne applicano attivamente tutte le disposizioni, il
CICR ha
constatato uno spettacolare ribasso del numero dei feriti per mine.
Malgrado i progressi compiuti, le mine antipersona continuano ad
uccidere a
mutilare innumerevoli persone in diverse parti del mondo. In Afghanistan
-
che è uno dei Paesi più toccati dalle mine e dalle
munizione inesplose -
queste armi continuano a fare molte vittime tra i civili, ed in
particolare,
tra le persone sfollate e i rifugiati che ritornano nel loro villaggio.
Per
prevenire gli incidenti, il CICR realizza a livello locale dei programmi
di
prevenzione contro i danni delle mine in tutto il Paese. Al fine
di aiutare
le vittime delle mine, esso apporta un significativo sostegno ai
servizi
medici e gestisce sei laboratori di apparecchiature ortopediche
e di
rieducazione fisica a Kabul, Mazar-i-Sharif, Herat, Jalalabad, Gulbahar
e
Faizabad. Nel 2001, questi laboratori hanno fabbricato 4.000 arti
artificiali. Essi forniscono anche delle cure ortopediche ai nuovi
pazienti
e agli altri che tornano per farsi sostituire la loro protesi.
Per qualsiasi informazione complementare sulle conseguenze delle
mine
terrestri nel mondo si può consultare il sito http://www.cicr.org/fre/mines.
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Comunicato Stampa 02/15 21 febbraio 2002-03-03
Niger: Una conferenza africana si impegna a favore di una maggiore
protezione dei civili.
Ginevra (CICR): La prima conferenza sul diritto internazionale
umanitario
per la protezione delle popolazioni civili in caso di conflitto
armato in
Africa organizzata dall'unione parlamentare africana si è
conclusa il 20
febbraio, con l'adozione di una dichiarazione finale.
La conferenza, che ha avuto luogo a Niamey (Niger) ha riunito le
delegazio
ni di parlamentari delle seguenti Nazioni: Algeria, Angola, Burkina
Faso,
Camerun. Capo Verde, Repubblica del Congo, Costa d'Avorio, Egitto,
Eritrea,
Etiopia, Gabon, Guinea, Kenia, Marocco, Mauritania, Niger, Nigeria,
Senegal,
Sudan, Ruanda e Tunisia.
Durante la Conferenza, i partecipanti si sono scambiati i loro punti
di
vista sulla protezione delle persone vulnerabili nelle situazioni
di
conflitto armato e hanno esaminato le misure parlamentari in grado
di
alleviare la loro sorte. La Dichiarazione finale pone l'accento
sulla
preoccupazione dei parlamentari difronte alla proliferazione dei
conflitti
armati e di altre forme di violenza in Africa, che causano immense
sofferenze ai civili e violano le norme del diritto internazionale
umanitario. La Dichiarazione segnala anche che non possa esserci
migliore
prevenzione di un buon governo, il rispetto della legge e dei diritti
dell'
uomo.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) chiede immediatamente
ai parlamentari di dar seguito allo loro promesse. Il CICR in particolare
chiede ai parlamentari di svolgere il loro importante ruolo incoraggiando
gli Stati ad aderire ai trattri di diritto internazionale umanitario
e a
fare in modo che questi trattati vengano inseriti nella legislazione
nazionale e siano resi operatici completamente.
I partecipantoi inoltre si sono impegnati ad accordare una attenzione
particolare ala tragica sorte dei rifugiati e delle persone deportate
ed a
impedire l'arruolamento a fini militari di ragazzi che abbiano meno
di 18
anni.
Uno degli obiettivi della Conferenza era d'incoraggiare i parlamentari
a
utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per facilitare i dibattiti
parlamentari sui trattati dei diritti internazionale umanitari e
a
sorvegliare che gli Stati e tutte le parti coinvolte in un conflitto
armato
adempiano ai loro obblighi, in particolare che essi rispettino i
diritti
delle vittime e la dignità di tutte le persone.
I partecipanti si sono inoltre impegnati a dare alle organizzazioni
umanitarie, precisamente al CICR, alle Società Nazionali
di Croce Rossa e
Mezzaluna Rossa e alla Federazione internazionale, così come
all'Alto
Commissariato per i Rifugiati (ACNR), il libero accesso alle popolazioni
civili bisognose e a facilitare la libera circolazione del soccorso
umanitario in periodo di conflitto armato.
Al fine di mantenere lo slancio conferito alla Conferenza, la prima
di
questo genere, e di favorire altri dibattiti sul diritto internazionale
umanitario e sulle problematiche collegate, i parlamentari hano
chiesto all'
Unione Parlamentare Africana di creare un comitato di coordinamento
incaricato delle attività che seguiranno.
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