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8 novembre 1998
nr. 8
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)
Contenuto:
1. ICRC NEWS 44
2. Riunione istruttori D.I.U. Lombardia (14 novembre 1998)
3. Prima riunione periodica sul diritto internazionale umanitario
- Traduzione di Alessandra Sorrenti - Ventimiglia (IM) N.B. Gli
articoli sono scaricabili in formato word anche da http://www.dsmnet.it/micr/html/doc.html
( -1- ) ICRC NEWS 44 Traduzione di R.Arnò SOMMARIO GUINEA-BISSAU:
IL CICR ASSISTE GLI SFOLLATI: Nonostante l'accordo di
pace concluso, il I novembre, dalle parti in conflitto, l'emergenza
umanitaria in Guinea-Bissau è lungi dall'essere conclusa. AFGHANISTAN:
RESTITUZIONE DI SALME A KABUL ATTRAVERSO IL CICR: Dietro richiesta
delle autorità Taliban e con il consenso delle forze del Comandante
Massud, il CICR ha trasportato quattro salme da Bagram a Kabul il
30 ottobre. SRI LANKA: IL CICR E LA CROCE-ROSSA AUSTRIACA FORNISCONO
ACQUA POTABILE A 6.000 FAMIGLIE: Anni di combattimenti tra il governo
dello Sri Lanka e le forze delle Tigri per la liberazione dell'Ealam
Tamil hanno ridotto drasticamente la disponibilità di acqua potabile
per le comunità Singalese, Tamil e Mussulmana che risiedono sulla
costa orientale. LIBERIA: AIUTI DEL CICR PER RIPRISTINARE LE CELLE
DI POLIZIA: In quanto parte del suo programma per i detenuti in
Liberia, il CICR ha contribuito all'opera di ristrutturazione delle
celle di detenzione presso la sede centrale della polizia a Monrovia.
( -2- )Riunione istruttori D.I.U.
Lombardia Si comunica che Elisabetta Spezia, coordinatrice, ha convocato
per Sabato 14 novembre 1998 h. 9.30 la riunione informale del Coordinamento
Istruttori D.I.U. Lombardia presso il Comitato Provinciale CRI di
Milano - Via Pucci n. 7 (traversa di Corso Sempione, nei pressi
della sede RAI) h.9,30 riunione istruttori : O.d.G. 1. Programmazione
attività 2. Partecipazione III Seminario Nazionale Istruttori D.I.U.
a Formia 3. Varie ed eventuali h.10,30 lezione aggiornamento: "
Statuto della Corte Penale internazionale" Prof.ssa Gabriella Venturini
( -3- ) Rivista Internazionale della Croce
Rossa n.830 giugno 1998 pp. 390-397
Prima riunione periodica sul diritto internazionale umanitario Il
governo svizzero ha convocato a Ginevra dal 19 al 23 gennaio 1998
la Prima riunione periodica degli Stati firmatari delle Convenzioni
di Ginevra sui problemi generali di applicazione del diritto internazionale
umanitario. Il depositario delle Convenzioni di Ginevra ha dato
così seguito alla Raccomandazione VII di un Gruppo di esperti intergovernativo
per la protezione delle vittime di guerra (Ginevra, gennaio 1995(1))
e alla Risoluzione I della XXVI Conferenza Internazionale di Croce
Rossa e di Mezzaluna Rossa (Ginevra, dicembre 1995(2)). A nome del
governo svizzero, l'ambasciatore Lucius Caflisch ha presieduto il
dibattito. La riunione ha radunato i rappresentanti dei 129 Stati
firmatari delle Convenzioni di Ginevra e 36 osservatori per discutere
due temi generali di applicazione del diritto internazionale umanitario,
cioè: * il rispetto e la protezione del personale delle organizzazioni
umanitarie; * i conflitti armati legati alla disintegrazione delle
strutture di uno Stato. Il CICR aveva elaborato un documento preparatorio
su ciascuno degli argomenti. Nelle discussioni preliminari è stato
subito espresso il desiderio degli Stati di dare ai dibattiti un
carattere informale e di non voler negoziare un nuovo testo. In
tal senso, il presidente ha messo per iscritto le proprie conclusioni
in una relazione che non impegna gli Stati partecipanti alla riunione.
La Revue pubblica qui di seguito le conclusioni del Presidente della
Riunione. I rapporti introduttivi preparati dal CICR possono essere
richiesti al CICR stesso. *** Prima Riunione periodica sul diritto
internazionale umanitario Ginevra, 19-23 gennaio 1998 Relazione
del Presidente I. Elementi concreti La XXVI Conferenza Internazionale
di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (1995) ha dato incarico al governo
svizzero, in quanto depositario delle Convenzioni di Ginevra, di
convocare delle riunioni periodiche degli Stati aderenti per esaminare
i problemi generali d'applicazione del diritto internazionale umanitario.
In conformità a questo mandato e dopo consultazioni con gli Stati
aderenti, la Svizzera ha convocato a Ginevra la prima Riunione periodica
dal 19 al 23 gennaio 1998. Il governo svizzero ha suggerito che
gli esperti esaminino i due seguenti soggetti: il rispetto e la
sicurezza del personale delle organizzazioni umanitarie , così come
i conflitti armati legati alla disintegrazione delle strutture di
uno Stato. Una seduta preparatoria ha avuto luogo a Ginevra il 13
gennaio 1998. E' stato deciso che la prima Riunione periodica avesse
una natura informale, ufficiosa. Questo orientamento è stato approvato
dalla Riunione stessa, alla quale hanno preso parte i rappresentanti
di 129 Stati aderenti alle Convenzioni di Ginevra e 36 osservatori.
La partecipazione della delegazione palestinese e della Repubblica
Federale della Yugoslavia alla Riunione hanno creato delle difficoltà
politiche. Queste ultime hanno potuto finalmente essere superate,
ricorrendo alla soluzione utilizzata nella XXVI Conferenza Internazionale
di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (1995). Per ciò che riguarda la
Palestina, il presidente ha reso la seguente dichiarazione: "La
designazione ' Palestina' è utilizzata in luogo di 'Organizzazione
della liberazione della Palestina'. Questa designazione non ha connotazione
territoriale nel contesto della presente Riunione". Copia di una
dichiarazione della Repubblica Federale di Yugoslavia è stata distribuita
alle delegazioni. Le delegazioni della Bosnia Erzegovina, della
Croazia, dell'ex Repubblica yugoslava di Macedonia e della Slovenia
hanno allo stesso modo redatto una dichiarazione messa a disposizione
dei partecipanti. Queste due dichiarazioni costituiscono le appendici
1 e 2 della presente relazione(3). Le delegazioni hanno avuto a
loro disposizione due documenti preparatori redatti dal CICR, oltre
a due documenti di lavoro elaborati dalle autorità svizzere. Al
termine dei dibattiti, il presidente ha redatto e presentato le
conclusioni che seguono. Queste conclusioni fanno menzione dei problemi
che ostacolano l'applicazione del diritto internazionale umanitario
nelle situazioni considerate e indicano dei possibili rimedi. Tali
conclusioni sono da ritenersi fini a se stesse e non impegnano in
nessun modo le delegazioni che hanno partecipato alla Riunione.
C'è stato inoltre un breve scambio di opinioni sugli argomenti che
potrebbero essere approfonditi in altre riunioni periodiche. Sebbene
siano stati indicati alcuni temi, le delegazioni hanno ritenuto
prematuro decidere questa volta uno o più soggetti particolari da
discutere nella prossima riunione periodica. II. Conclusioni del
presidente 1. Rispetto e sicurezza del personale delle organizzazioni
umanitarie Problemi riconosciuti: Quando le popolazioni civili sono
prese volontariamente come bersaglio di atti di violenza, l'assistenza
umanitaria può apparire come un ostacolo agli obiettivi stessi di
quelle aggressioni. Non avendo chiaro il concetto di diritto internazionale
umanitario, le persone che partecipano direttamente a un conflitto
armato pensano spesso che i membri del personale umanitario siano
solidali con i loro nemici. Quando le strutture statali sono disintegrate,
non esiste più una distinzione chiara tra le persone direttamente
partecipanti a un conflitto armato e i civili e manca una gerarchia
di comando; ciò determina confusione nell'applicazione del diritto
internazionale umanitario tra le parti in conflitto. La coordinazione
è insufficiente tra le azioni destinate a restaurare la pace e la
sicurezza e quelle che mirano a fornire assistenza umanitaria. Le
organizzazioni umanitarie non sempre riescono a coordinare in maniera
adeguata le proprie azioni, a mantenere un atteggiamento neutrale
e a rispettare gli usi locali: le loro intenzioni non possono essere
sempre puramente umanitarie. In mancanza di una selezione accurata,
le missioni umanitarie sono talora delegate a organizzazioni che
non possono occuparsene in maniera adeguata. L'obbligo di 'perseguire
o consegnare' gli autori di atti di violenza sul personale umanitario
non è rispettato severamente: ne risulta un effetto dissuasivo e
persuasivo insufficiente. Il collegamento tra azioni politiche e
azioni umanitarie aumenta il rischio per il personale umanitario
di divenire bersaglio di attacchi. Rimedi possibili Messa in atto
di meccanismi destinati a prevenire gli atti di violenza sul personale
umanitario, in particolare dispositivi di allarme precoce con lo
scopo di scambiare informazioni sulle situazioni che diano luogo
a tali atti. Riconoscimento del fatto che commettere atti di violenza
sul personale umanitario come pure ordinarli costituisce , in virtù
del diritto internazionale e del diritto nazionale, un crimine,
di cui sono individualmente responsabili gli autori. Messa in stato
d'accusa degli autori di atti di violenza contro il personale umanitario,
o estradizione verso un altro Stato oppure, all'occorrenza, consegna
a una corte penale internazionale di carattere indipendente. Sostegno
agli sforzi profusi su scala internazionale per la rimozione delle
mine antipersona che minacciano la sicurezza del personale umanitario
e contributo a tali sforzi. Rafforzamento delle capacità dei fornitori
locali di assistenza umanitaria, in particolare delle Società Nazionali
di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, e collaborazione più efficace
con queste organizzazioni. Ratifica delle convenzioni di diritto
internazionale umanitario, specialmente di quelle relative alle
mine antipersona; miglioramento dell'applicazione di questi strumenti
sul piano della legislazione nazionale. Ratifica della convenzione
delle Nazioni Unite sulla sicurezza del personale delle Nazioni
Unite e del personale associato. Rispetto dell'obbligo di tradurre
le Convenzioni di Ginevra nelle lingue locali, possibilmente con
la cooperazione dei servizi di consulenza del CICR. Accettazione
ancora maggiore della competenza della Commissione Internazionale
Umanitaria per l'accertamento dei fatti e ricorso, all'occorrenza,
a delle commissioni costituite ad hoc. Rispetto scrupoloso da parte
delle organizzazioni umanitarie dei principi di imparzialità, neutralità
e indipendenza che costituiscono il fondamento dell'etica umanitaria.
Accettazione da parte di tutte le organizzazioni umanitarie del
'Codice di condotta per il Movimento Internazionale di Croce Rossa
e Mezzaluna Rossa e per le organizzazioni non governative durante
le operazioni di soccorso in caso di catastrofe(4)' e applicazione
dei principi di diritto internazionale umanitario per queste organizzazioni.
Subordinazione dell'ottenimento di fondi pubblici all'accettazione
del 'Codice di condotta' da parte delle organizzazioni umanitarie
e alla coordinazione delle loro attività con quelle di altre organizzazioni.
Creazione di un sistema di accreditamento delle organizzazioni umanitarie.
Sviluppo dei Servizi di consulenza del CICR e aumento degli sforzi
profusi da altre istituzioni, ivi comprese quelle a carattere religioso,
per diffondere il diritto internazionale umanitario presso le forze
armate e la popolazione civile, insistendo particolarmente sulla
protezione del personale umanitario e sugli emblemi di Croce rossa
e Mezzaluna rossa. Miglioramento del reclutamento, dell'educazione
e della formazione del personale umanitario. Sforzo delle organizzazioni
umanitarie per cooperare, fin dall'inizio delle loro operazioni,
con le autorità che controllano il territorio interessato. Miglioramento
della cooperazione delle organizzazioni umanitarie con le azioni
internazionali di mantenimento di pace e sicurezza, in modo tale
da non compromettere l'efficacia dell'assistenza umanitaria o la
sicurezza di chi la fornisce. 2. I conflitti armati legati alla
disintegrazione delle strutture di uno Stato Problemi riconosciuti:
Le situazioni in cui le strutture di uno Stato si sono disintegrate
durante un conflitto armato si riconoscono generalmente per l'assenza
di un'autorità efficace capace di assicurare il rispetto del diritto
internazionale umanitario o di garantire la sicurezza del personale
umanitario. Quando la popolazione civile viene presa volontariamente
come bersaglio di atti di violenza, la disintegrazione delle strutture
di uno Stato e dei valori collettivi di una società può avere delle
conseguenze particolarmente gravi. La distinzione tra le persone
che prendono parte direttamente a un conflitto armato e i civili
tende a divenire meno netta, poiché i membri delle milizie locali
raramente portano un segno distintivo e si mescolano ai civili.
Rimedi possibili: Appoggio sul piano internazionale a misure tese
a prevenire la disintegrazione delle strutture di uno Stato. Applicazione
di dispositivi di allarme precoce tesi a evidenziare i segnali indicanti
la disintegrazione di uno Stato. Riconoscimento di fatto che le
regole umanitarie fondamentali dell'articolo 3 comune delle Convenzioni
di Ginevra sono applicabili ai conflitti armati in cui le strutture
di uno Stato si siano disintegrate. Creazione da parte dei principali
attori presenti nella zona di un conflitto armato di un codice di
condotta, che tenga conto dell'etica e degli usi locali, oltre che
dei principi del diritto internazionale umanitario. Appoggio alle
misure tese ad instaurare una pace durevole dopo i conflitti, come
il disarmo, la ricostruzione e lo sviluppo economico. Limitazione
da parte degli Stati dell'ingresso di armi nelle zone di conflitto
e creazione di un codice di deontologia relativo all'esportazione
di armi. Integrazione della prevenzione dei conflitti nei programmi
d'aiuto e sviluppo. Riconoscimento da parte degli Stati della necessità
di rafforzare le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa,
al fine di permettere loro di continuare a fornire un'assistenza
umanitaria malgrado la disintegrazione delle strutture di uno Stato.
Rispetto dell'obbligo di non reclutare bambini nell'esercito o nei
gruppi armati. Diffusione dell'idea di definire degli standard minimi
di umanità applicabili in tutte le circostanze. Creazione di una
Corte penale internazionale indipendente, competente a giudicare
gli atti di violenza commessi da persone partecipanti direttamente
a un conflitto, qualora le strutture di uno stato si siano disintegrate
e non sia più possibile avviare dei procedimenti penali su scala
nazionale. Sostegno agli sforzi profusi dalle Nazioni Unite e dalle
organizzazioni regionali per gestire i conflitti armati a carattere
anarchico, in particolare appoggio alle misure prese dal Consiglio
di Sicurezza per ristabilire le condizioni propizie all'assistenza
umanitaria. Diffusione più ampia dei principi umanitari da parte
del CICR e di altre istituzioni, ivi comprese le Società Nazionali
di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ed anche quelle a carattere religioso,
accordando un'attenzione particolare all'educazione dei giovani
tra i civili. Ricerca di collaboratori in seno a strutture che non
si sono ancora disintegrate totalmente o che si ricostituiscono,
al fine di creare condizioni tali da rendere possibile l'assistenza
umanitaria. Collaborazione e dialogo con i fornitori locali d'assistenza
umanitaria, che conoscono la situazione e gli usi locali. 3. Aggiunte
Convocazione di riunioni periodiche, richieste dal Depositario delle
Convenzioni di Ginevra e dei loro Protocolli addizionali, in conformità
alla Risoluzione I, paragrafo 7, della XXVI Conferenza internazionale
di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa(5), al fine di esaminare, in un
processo permanente, i problemi generali di applicazione del diritto
internazionale umanitario, in conformità all'articolo 1 comune alle
Convenzioni di Ginevra. Organizzazione, nelle regioni di conflitto,
di riunioni regolari di esperti sulle questioni relative alla diffusione
del diritto internazionale umanitario. Comunicazione della presente
relazione da parte del presidente a tutti gli Stati firmatari delle
Convenzioni di Ginevra, a tutti i partecipanti a questa Riunione,
alla XXVII Conferenza internazionale di Croce Rossa e di Mezzaluna
Rossa , come pure alla Commissione permanente della Croce Rossa
e della Mezzaluna Rossa. Comunicazione della presente relazione
da parte del presidente al segretario generale delle Nazioni Unite,
allo scopo di coadiuvarlo nel rapporto alla 53° sessione dell'Assemblea
generale sulla sicurezza del personale delle Nazioni Unite, in conformità
alla risoluzione ONU 52/167 del 16 dicembre 1997. Lucius Caflisch
presidente della prima riunione periodica
Traduzione di Alessandra Sorrenti - Ventimiglia (IM) Rivisto e corretto
dalla Prof.ssa Gabriella Venturini - Facoltà Scienze Politiche Università
Statale di Milano e membro della Commissione Nazionale CRI per la
diffusione del D.I.U. Note 1 Ricr n°811, gennaio-febbraio 1995,
pp. 40-41 2 Ricr n°817, gennaio-febbraio 1996, pp. 60-62 3 Omissis
(N.d.R.) 4 RICR, n°817, gennaio-febbraio 1996, pp.124 e seguenti
(N.d.R.) 5 Ibidem, pp.60 e seguenti (N.d.R.)
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