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21 FEBBRAIO 2001
nr. 59
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)
Contenuto:
ICRC NEWS nr. 1 - 2 -
3 - 4 - 5
Tradotte da Luigi Micco
Comunicato Stampa nr.1/3
"Presidente della Comunità Europea visita il CICR"
Traduzione di Luigi Micco
"L'A.C.N.U.R."
(II parte su 6)
di Luigi Micco
ICRC NEWS nr. 01 del
11 gennaio 2001
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IUGOSLAVIA: CICR RIUNISCE
I CIVILI CATTURATI, CON LE LORO FAMIGLIE IN KOSOVO
Sei Serbi catturati da un gruppo armato nell'area di Bujanovac della
cosiddetta Ground Safety Zone (GSZ) il 31 dicembre 2000, sono stati
presi in cura il giorno seguente dal personale del CICR di base
a Gjilan-Gnilane, che li ha ricondotti alle proprie case in Kossovo.
IUGOSLAVIA: CICR ORGANIZZA
LE VISITE FAMILIARI AI DETENUTI IN SERBIA
"Ho solo due figli. Entrambi sono detenuti a Belgrado e questa
era la prima volta che li ho visti in due anni. Mi sento così
sollevata!": alcuni giorni dopo la visita ai suoi figli, questa
donna del Kossovo, aveva ancora la gioia nei suoi occhi, così
come l'intera famiglia.
ISRAELE E TERRITORI OCCUPATO/AUTONOMI:
CICR DISTRIBUISCE SCORTE DI CIBO A HEBRON
Le famiglie colpite maggiormente dal severo coprifuoco imposto sui
palestinesi residenti a Hebron, per i passati tre mesi hanno ricevuto
scorte di cibo come parte di un programma di distribuzione organizzato
dal CICR e dalla Società Palestinese della Mezzaluna Rossa.
ICRC NEWS n. 02 del 18
gennaio 2001
FEDERAZIONE RUSSA/CAUCASO
SETTENTRIONALE: CICR E MEZZALUNA ROSSA RUSSA PROSEGUONO LE ATTIVITA'
In Cecenia e in altre parti del Caucaso settentrionale, la scorsa
settimana, il CICR e la Mezzaluna Rossa Russa hanno ripreso le attività
di assistenza alle vittime della guerra.
IRAQ: RIPRISTINO DELL
OSPEDALE IBN AL KHATIB A BAGHDAD
Il 14 gennaio la delegazione del CICR in Iraq, ha completato il
lavoro di ripristino dell'ospedale Ibn Al Khatib a Baghdad. All'ospedale
Ibn Al Khatib - dove giungono i casi infettivi da tutto il Paese
- grazie al Ministro della Sanità, ora il personale medico
può tornare ad operare.
SIERRA LEONE: CICR COSTRUISCE
NUOVO REPARTO ED ACQUEDOTTO PER L'OSPEDALE DEL DISTRETTO DI KENEMA
Il Ministro della Salute e della Sanità della Sierra Leone,
il dr. Dr Ibrahim I. Tejan-Jalloh, la scorsa settimana ha ufficialmente
inaugurato il nuovo reparto da 48 posti-letto costruito dal CICR
nell'ospedale del distretto di Kenema.
LIBERIA: 600 SFOLLATI
TORNANO AI PROPRI VILLAGGI
Nell'ultima settimana, con l'assistenza dei volontari della Società
Nazionale della Croce Rossa della Liberia, il CICR ha aiutato 600
sfollati a tornare nei propri villaggi.
ATTENZIONE SULL'AFGANISTAN:
PERCHE' IL CICR HA DECISO DI INTERROMPERE LA DISTRIBUZIONE DIRETTA
DI VIVERI A KABUL?
La devastazione causata in Afganistan da anni di conflitti, accompagnata
da una serie di disastri naturali, ha costretto il CICR ad applicare
un duplice approccio: provvedere all'assistenza in emergenza per
quelli che hanno bisogno e contemporaneamente avviare progetti che
aiutino le persone a sostenersi.
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ICRC NEWS n. 03 del 25
gennaio 2001
FILIPPINE: CONTINUANO
GLI AIUTI AGLI SFOLLATI
Mentre l'attenzione è focalizzata sui drammatici eventi della
capitale Manila, la scorsa settimana, la Croce Rossa continua con
le operazioni di assistenza per le migliaia di sfollati nella centrale
Mindanao.
Tra il 15 e il 22 gennaio,
in un'operazione congiunta della Croce Rossa Filippina e il CICR,
14000 persone che vivono in 14 differenti campi, hanno ricevuto
riso, fagioli, olio e altri beni essenziali.
La distribuzione fa parte
di un programma generale per circa 70000 persone che hanno lasciato
le proprie case la scorsa estate, a seguito degli scontri tra le
forze armate e il "Moro Islamic Liberation Front". Quale
parte del programma, acqua e servizi igienici sono stati approntati
per migliorare le condizioni di vita nei campi e prevenire il diffondersi
di malattie.
Descrivendo i campi che
aveva recentemente visitato, per una prima valutazione dei bisogni,
il delegato Scott Gardiner, dice che le condizioni materiali non
erano cattive nei vari campi che egli ha visitato. "Ma è
questo senso di sconforto e di incertezza sul proprio futuro, che
attraversa le persone, i rifugiati e gli sfollati nei campi di tutto
il mondo."
Per maggiori informazioni:
Amanda Williamson, CICR Ginevra
tel. (+41) 2 27 30 26 78
GEORGIA/ABKHAZIA: UNA DONNA SI RIUNISCE CON LA FIGLIA
Olga (non è il suo nome reale) è una delle migliaia
di persone anziane in Abkhazia, che giornalmente affronta la sfida
della sopravvivenza a causa della crisi economica della regione
colpita dai conflitti da oltre sette anni. Le condizioni di vita
sono state particolarmente aspre per questa donna settantenne di
origine russa, perché non aveva nessun parente vivente vicino
allo scoppio del conflitto, quando i suoi due figli hanno lasciato
il Paese. Non avendo mezzi di sostegno, per rimanere viva è
stata completamente dipendente dagli aiuti umanitari.
Nell'agosto 2000, Olga
ha contattato i delegati del CICR e ha chiesto di aiutarla a partire
per la Grecia, dove vive sua figlia. La sua richiesta è stata
inoltrata alla Croce Rossa Greca, che poteva prendere contatti con
la figlia e mettere a punto le formalità con le autorità
greche. Sei mesi più tardi, era tempo per Olga di partire.
Senza l'aiuto del CICR, comunque, il suo viaggio - una cosa semplice
in circostanze normali- non sarebbe nemmeno iniziato. I delegati
dell'organizzazione, non solo hanno avuto cura delle procedure amministrative
per la partenza dalla Georgia, ma hanno anche aiutato Olga ad attraversare
la pericolosa area del Gali, sotto la protezione dell'emblema della
mezzaluna rossa. L'hanno aiutata ad passare il ponte che attraversa
il fiume Inguri e che collega Abkhazia col Zugdidi, due aree separate
dal conflitto. L'ultimo ostacolo è stato risolto a Tbilisi,
dove Olga ha ricevuto il passaporto Georgiano, necessario per abbandonare
il Paese. Finchè non era a bordo dell'aeroplano, Olga non
poteva cominciare realmente a pensare alla sua nuova vita. All'aeroporto
di Atene, ha potuto abbracciare la figlia che l'aspettava.
Il caso di Olga non è
unico, e non tutti hanno la fortuna di riunirsi con i propri cari
così facilmente, o almeno scoprire dove sono. Una parte importante
del lavoro del CICR nel Caucaso è ripristinare i legami tra
i membri delle famiglie separate dai conflitto ed aiutarli a riunirsi.
Da 1993 il CICR ha movimentato 490.178 messaggi di Croce Rossa tra
membri divise delle famiglie ed ha favorito la riunificazione di
407 famiglie.
Per maggiori informazioni:
Vincent Lusser, CICR Ginevra, tel. ++41 22 730 24 58
ICRC NEWS n. 04 del 1 febbraio 2001
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REPUBBLICA DEMOCRATICA
DEL CONGO: CICR ASSISTE I FERITI DI BUNIA
Il 19 gennaio 2001, violenti scontri sono nuovamente scoppiati tra
i due principali gruppi etnici - il Lendu ed l'Hema - dentro ed
intorno alla città di Bunia, nel nord-est della Repubblica
Democratica del Congo.
NIGER: UFFICIALI MILITARI
IMPARANO IL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO
In cooperazione con il Comando Generale delle forze armate del Niger,
il CICR tenuto degli incontri sul Diritto Internazionale Umanitario
nelle zone militari di Niamey, Agadez, e Zinder, dal 15 al 23 gennaio
2001. Questi incontri sono stati frequentati dai 90 ufficiali dei
comando militari delle zone.
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ICRC NEWS n. 05 del 8
febbraio 2001
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GUINEA: CICR AIUTA MIGLIAIA
DI SFOLLATI
Il CICR ha procurato cibo ed altra assistenza ad oltre 53.000 persone
dei 70.000 Guineani sfollati censiti nella scorsa settimana dall'organizzazione.
AFGHANISTAN: CICR AIUTA
GLI AFGANI A SUPERARE UN INVERNO ASPRO
Dopo il tempo estremamente freddo che ha colpito la regione nord-occidentale
di Herat, la scorsa settimana, il CICR ha distribuito 240 tonnellate
di legna da ardere ai 40.000 sfollati all'interno, dando alle persone
la possibilità di vincere la lotta quotidiana di sopravvivere
all'eccezionale inverno aspro.
UGANDA-ZIMBABWE: CICR
RIMPATRIA PRIGIONIERO DI GUERRA ZIMBAWESE DALL'UGANDA
Un prigioniero di guerra Zimbawese è stato rimpatriato da
Kampala, Uganda, l'8 Febbraio 2001, sotto gli auspici del CICR,
quale intermediario neutrale, secondo la definizione delle quattro
Convenzioni di Ginevra del 1949 e dei loro Protocolli Aggiuntivi.
TANZANIA/ KENYA: AIUTI
ALLE VITTIME DEGLI SCONTRI A ZANZIBAR
Dopo quattro giorni di scontri politici sulle isole Tanzaniane di
Zanzibar e Pemba, tra 25 ed il 28 gennaio, le autorità locali
di soccorso hanno riportato oltre 30 persone uccise e molti feriti.
SIERRA LEONE: CICR FA
VISITA A DETENUTI
In accordo al suo mandato internazionalmente riconosciuto, il CICR
ha avviato delle visite ai detenuti in Sierra Leone, a seguito di
un accordo tra il governo e l'organizzazione, firmato il 19 dicembre
2000.
IUGOSLAVIA: FAMIGLIE
Di KOSOVO MANCANTE può CONSULTARE LIBRO NUOVO Di COSA
Il 6 febbraio 2001, l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione
in Europa (OSCE) ed il CICR hanno annunciato una nuova iniziativa
congiunta tesa ad accertare il destino delle persone ritenute scomparse
a seguito delle violenze etniche e del conflitto in Kossovo.
NUOVE ARMI E DIRITTO
Il CICR ha tenuto una riunione di esperti per discutere dei nuovi
mezzi di guerra. Tenutasi a Jongny-sur-Vevey, Svizzera, dal 29 al
31 gennaio, si è interessata del problema di come i governi
potrebbero perfezionare i loro obblighi internazionali, per rivalutare
la legalità di armi che intendono sviluppare, produrre ,
acquistare o impiegare.
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Comunicato stampa n. 01/03 del 25 gennaio 2001
PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE
EUROPEA VISITA IL CICR
Ginevra (CICR)- Il 25 gennaio, il Presidente della Commissione Europea,
Romano Prodi, ha fatto una visita ufficiale alla sede centrale del
Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), dove è
stato ricevuto dal Presidente del CICR, Jakob Kellenberger. Era
la prima visita di un Presidente della Commissione.
Nei suoi colloqui con
Prodi, Kellenberger ha accennato al profondo riconoscimento del
CICR per l'appoggio finanziario ricevuto dalla Commissione, principalmente
attraverso l'ufficio degli aiuti umanitari (ECHO). Nel 2000 questo
è ammontato a circa 26 milioni di Euro (40 milioni di franchi
svizzeri), rendendo la Commissione uno dei maggiori donatori del
CICR. Kellenberger ha ricordato che la Commissione ha sostenuto
il lavoro del CICR di assistenza alle vittime della guerra per oltre
30 anni, iniziando con gli aiuti in viveri durante la guerra civile
nigeriana alla fine degli anni '60.
La discussione ha anche
toccato gli sforzi della Commissione e del CICR per lo sviluppo
del dialogo e della cooperazione con un occhio al crescente rispetto
per il Diritto Internazionale Umanitario e il mantenimento dell'indipendenza
dell'azione umanitaria.
Prodi è stato
accompagnato da Carlo Trojan, l'ambasciatore della Commissione presso
le organizzazioni internazionali a Ginevra.
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Prosegue il nostro viaggio nel mondo dei rifugiati. In questo numero
parleremo dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati,
l'organismo ufficialmente deputato ad occuparsi di questa problematica.
1. CHE COSA È
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR
- www.unhcr.ch) è un organismo governativo, che nell'ambito
delle Organizzazione delle Nazioni Unite, ha per missione la protezione
e l'aiuto dei rifugiati nel mondo.
Cinque anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel mondo
c'erano circa 1.25 milioni di rifugiati, 400.000 dei quali, circa,
non avevano trovato un Paese di asilo definitivo. Il bisogno di
istituire un organismo per l'assistenza ai rifugiati e per la loro
protezione internazionale si faceva sempre più urgente. Istituito
nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 14 dicembre 1950,
il 1 gennaio 1951 nasce l'ACNUR, con il compito di assistere un
milione di persone europee sfuggite alla Seconda Guerra Mondiale.
Nel luglio 1951, l'Assemblea Generale dell'ONU adotta la Convenzione
relativa allo Status dei Rifugiati, che oggi, con il Protocollo
del 1967, è lo strumento giuridico più importante
nel campo dei rifugiati.
Dal febbraio del 1991, è guidato dalla signora Sadako Ogata,
che dal gennaio 2001 sarà sostituta dall'ex primo ministro
olandese, Ruud Lubbers.
All'inizio, la vita dell'ACNUR doveva essere limitata a tre soli
anni. Dopo mezzo secolo, è ancora attivo ed è divenuto
intanto una delle organizzazioni umanitarie più importanti
del mondo. Oggi, l'ACNUR protegge e aiuta più di 22 milioni
di persone in 140 Paesi (fonte ACNUR, dicembre 1999). La sua sede
è a Ginevra, ma ha 227 uffici dislocati in 120 Paesi. Più
dell'84% del suo personale lavora sul terreno, spesso in regioni
lontane, in condizioni difficili e pericolose. Questo lavoro umanitario,
gli ha valso il premio Nobel per la pace per ben due volte(1954,
1981).
L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ogni anno,
deve presentare un rapporto all'Assemblea Generale delle Nazioni
Unite attraverso il Consiglio economico e sociale. I suoi programmi
sono approvati e supervisionati dal Comitato esecutivo dell'ACNUR,
composto attualmente da oltre 51 Paesi membri.
L'ACNUR è quasi interamente finanziato dai contributi volontari
dei Paesi facenti parte dell'ONU, da organizzazioni non governative
e da altri contributi particolari. Attualmente, 15 Paesi donatori
assicurano da soli il 95% circa del budget complessivo diviso in
due sezioni principali: i programmi generali in favore dei rifugiati
(mantenimento delle attività permanenti di protezione e di
assistenza, pianificati e precedentemente approvati, 428.7 milioni
di dollari nel 1995) e i programmi speciali (interventi d'urgenza,
le operazioni di rimpatrio volontario e i programmi destinati ai
non-rifugiati, 863.9 milioni di dollari nel 1995). Oltre ai contributi
volontari, l'ACNUR, riceve una modesta sovvenzione, meno del 2%
del totale, dal bilancio ordinario delle Nazioni Unite, destinata
unicamente a coprire una parte delle uscite amministrative.
2. IL SUO MANDATO
L'ACNUR ha il mandato per svolgere un'azione umanitaria ed apolitica.
Il suo statuto gli assegna due missioni principali strettamente
legate: proteggere i rifugiati e trovare delle soluzioni durature
ai loro problemi. La prima, la "protezione internazionale",
mira a garantire i diritti elementari dei rifugiati, fra cui, quello
di non essere respinto con la forza verso un Paese ove ha buone
ragioni di temere persecuzioni. Inoltre incoraggia il rispetto degli
accordi internazionali relativi ai diritti dei rifugiati e verifica
regolarmente che i Paesi vi si conformino.
Da qualche anno, l'ACNUR è stato chiamato ad allargare i
limiti del proprio mandato per venire in aiuto non solo dei rifugiati,
ma anche delle popolazioni che si trovano in una situazione paragonabile
a quella dei rifugiati. E' il caso, ad esempio, di coloro che non
hanno ottenuto lo status di rifugiato, ma che ciò nonostante,
hanno bisogno di essere protetti per delle ragioni umanitarie. E'
il caso anche delle persone sfollate, che, cacciate dalla propria
casa sono come dei rifugiati, ma che non hanno lasciato il proprio
Paese e che sono sempre più delle vittime innocenti delle
guerre civili. L'ACNUR aiuta allo stesso modo gli abitanti delle
città assediate, come nel caso della popolazione di Sarajevo
durante il conflitto nella ex-Jugoslavia. Infine, l'ACNUR facilita
e supervisiona, per un tempo adeguato, la reintegrazione dei rifugiati
che rientrano nei propri Paesi di origine.
La natura dei flussi di rifugiati è molto cambiata negli
ultimi decenni e le attività dell'ACNUR si sono evolute di
conseguenza. Oggi, i beneficiari della sua assistenza, non sono
più individui isolati, ma intere popolazioni cacciate dalle
proprie abitazioni a casa di persecuzioni, guerre e violazioni sistematiche
dei diritti dell'uomo.
3. COLLABORAZIONI
L'ACNUR tipicamente opera in collaborazione sia con organizzazioni
governative e sia non-governative.
All'interno dell'ONU una delle organizzazioni più vicine
è il Programma mondiale per l'alimentazione (PAM), che approvvigiona
cibo e generi di prima necessità per i rifugiati, l'UNICEF,
l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Programma
delle Nazioni Unite per lo sviluppo, il Dipartimento degli affari
umanitari e l'Organizzazione internazionale per l'emigrazione
Inoltre, più di 200 organizzazioni non-governative, tra cui
la Croce Rossa (CICR e FICR), partecipano alle operazioni di soccorso
ed ai programmi di assistenza giuridici dell'ACNUR.
Nel prossimo numero, parleremo del ruolo che il Movimento Internazionale
delle Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha in questo campo.
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