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30 OTTOBRE 1999
nr. 41
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)
Contenuto:
1- Errata corrige
2-ICRC news nr. 41 del 14.10.99
3-ICRC news nr.42 del 21.10.99
4-"Il conflitto nei Balcani ed il rispetto del Diritto Internazionale
Umanitario" Testo disponibile sul sito web del Comitato Internazionale
Croce Rossa (CICR) Note e Traduzione non ufficiale di Roberto Arnò
5- "Il Diritto Internazionale Umanitario ed il conflitto nel
Balcani.
Risposte alle vostre domande" Testo disponibile sul sito web
del CICR Note
e Traduzione non ufficiale di Roberto Arnò
6-La manifestazione "da Solferino a Castiglione Fiaccolata
1999 e 2000"
vengono citate dal Presidente del CICR Cornelio Sommaruga nel suo
discorso nella Cerimonia di Apertura della Assemblea Generale della
Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e
Mezzaluna Rossa
Ginevra 23.10.1999 - Testo integrale del discorso tradotto da Mara
Tonini
7-Convegno per il 50° anniversario delle Convenzioni di Ginevra
20-21
novembre 99 - Rimini (comunicatoci da Isidoro Palumbo)
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ERRATA CORRIGE
Nel Caffè Dunant nr. 40 la traduzione delle CICR news nr.39
e 40 è stata
attribuita a Luigi Micco. Chi invece ha effettuato quella traduzione
è
Roberto Arnò, ce ne scusiamo con l'autore e con i lettori.
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ICRC NEWS 41
14 ottobre 1999
SOMMARIO
TIMOR EST: VALUTAZIONE DELLE NECESSITA':
Le équipes mediche e di soccorso del CICR, da Dili hanno
cominciato a
dispiegarsi sul territorio per valutare le necessità degli
abitanti di
Timor Est di ritorno alle loro città ed ai loro villaggi
devastati.
FEDERAZIONE RUSSA / CAUCASO SETTENTRIONALE: AIUTI AGLI SFOLLATI
ED ALLE
ALTRE VITTIME:
Con l'inizio della terza settimana di conflitto, da quando nella
Repubblica
Cecena sono riprese le ostilità, le decine di migliaia di
persone che
fuggono dai combattimenti continuano ad affluire nella confinante
Inguscezia, portando, secondo fonti ufficiali, il numero degli sfollati
in
quella piccola repubblica ben oltre i 100.000.
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ICRC NEWS 42
21 ottobre 1999
SOMMARIO
FEDERAZIONE RUSSA /CAUCASO SETTENTRIONALE: L'ASSISTENZA MEDICA
DELLA
CROCE-ROSSA IN CECENIA:
Il protrarsi delle ostilità in Cecenia, ha causato la fuga
di un crescente
numero di persone che cercano rifugio fuori dalla repubblica, e
Grozny è
stata ormai abbandonata da un terzo dei suoi abitanti.
TIMOR EST: L'ACQUA RIPRENDE A SCORRERE PER CHI HA FATTO RITORNO
A DILI:
Grazie ai materiali ed al supporto dato dal CICR in quanto parte
di uno
sforzo interagenzie volto ad assicurare alla popolazione l'accesso
all'acqua, la rete idrica, gravemente danneggiata quando Dili veniva
distrutta, comincia ora lentamente ad essere ripristinata.
TIMOR EST: RADIOLINK AL SERVIZIO DEGLI SFOLLATI:
Il servizio Radiolink, volto ad aiutare le persone separate dalle
loro
famiglie nel corso della crisi a Timor Est, è stato lanciato
il 19 ottobre
da BBC World Service, CICR e Croce-Rossa Britannica.
ZIMBABWE: IL CICR RIMPATRIA TRE MEMBRI DELLE FORZE ARMATE:
Il 21 ottobre, per ragioni di ordine medico, il CICR ha rimpatriato
da
Kigali ad Harare tre membri delle forze armate dello Zimbabwe, detenuti
in
Ruanda in connessione con il conflitto nella Repubblica democratica
del Congo.
SRI LANKA: RESTITUZIONE DELLE SALME:
Sabato 16 ottobre, il CICR ha agito da intermediario neutrale nella
restituzione delle salme di 32 combattenti delle Tigri per la Liberazione
dell'Ealam Tamil (LTTE), uccisi nel corso degli ultimi scontri tra
i
ribelli e le forze governative dello Sri Lanka.
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23 aprile 1999
Il conflitto nei Balcani ed il rispetto del diritto internazionale
umanitario 1
Dichiarazione del Comitato internazionale della Croce-Rossa
Da quando hanno avuto inizio le operazioni militari della NATO contro
la
Repubblica federale di Yugoslavia, nel paese si combattono due conflitti
simultanei e tra loro intrecciati2: da una parte, quello tra la
Yugoslavia
e gli stati membri della NATO (iniziato il 24 marzo) e, dall'altra,
quello
tra le forze yugoslave e l'Esercito di liberazione del Kosovo (UCK),
che
risale a prima degli ultimi avvenimenti.
Il Comitato internazionale della Croce-Rossa (CICR) ha richiamato
incessantemente l'obbligo per tutti i belligeranti di rispettare
il diritto
internazionale umanitario. L'istituzione, tuttavia, è sempre
più
preoccupata per l'applicazione delle regole e dei principi di questo
diritto ed, in particolare, per gli effetti di questo doppio conflitto
sulla popolazione civile. Nel corso delle ultime quattro settimane,
il CICR
è rimasto costantemente in contatto con tutte le parti belligeranti
per far
loro presenti le sue preoccupazioni. Con questa dichiarazione si
precisa
quali siano queste preoccupazioni e si chiede che siano adottate
tutte le
misure necessarie a far sì che le Convenzioni di Ginevra
ed i loro
Protocolli aggiuntivi, nonchè tutti gli altri principi e
norme
convenzionali e consuetudinarie del diritto applicabile, siano pienamente
rispetate.
Civili cacciati dalle loro case
Centinaia di migliaia di civili albanesi del Kosovo sono affluiti
verso gli
Stati confinanti e la Repubblica del Montenegro. Essi hanno dichiarato
di
essere stati costretti ad abbandonare le loro case, di essere stati
aggrediti, derubati e, in numerose occasioni, minacciati di morte.
Numerose
testimonianze riferiscono anche di civili assassinati. Lo stato
di questi
rifugiati e di questi sfollati - sprovvisti di tutto e terrorizzati
-
constituisce una conferma evidente della veridicità delle
affermazioni
secondo cui sarebbero stati costretti a partire.
Tutti questi elementi fanno sì che il CICR non abbia alcun
dubbio circa la
sorte drammatica dei civili che si trovano ancora in Kosovo. Di
conseguenza, esso ritiene che il suo ritorno nella provincia sia
sempre più
urgente3.
Le condizioni di estrema precarietà di quelli che sono fuggiti
è aggravata
dalla situazione presente nelle zone di arrivo, dove - talvolta
- hanno
dovuto attendere anche diversi giorni prima che fosse offerto loro
un
ricovero e qualsiasi altra forma di assistenza, ed anche dal fatto
che non
sanno cosa ne sarà di loro. Il CICR difende il principio
secondo cui le
frontiere devono restare aperte affinchè i rifugiati possano
trovare
provvisoriamente rifugio, ciò che deve essere fatto con umanità,
tenendo
conto delle speranze degli individui e nel rispetto della dignità
di ogni
persona.
A loro volta, migliaia di famiglie serbe e zingare hanno di fronte
un
avvenire incerto, poichè sono fuggite dalle loro case in
Kosovo per la
paura dei bombardamenti aerei o delle rappresaglie.
Alcuni principi fondamentali del diritto internazionale umanitario
stabiliscono che i civili non devono essere oggetto di violenza,
che devono
essere trattati con umanità in ogni circostanza, che non
possono essere
forzati ad abbandonare le loro case e che i loro beni devono essere
rispettati. L'articolo 3 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra,
in
particolare, stabilisce che le persone che non partecipano alle
ostilità
devono essere trattate con umanità in ogni circostanza. Esso
vieta
ugualmente di attentare alla loro vita, alla loro integrità
fisica o alla
loro dignità. Il diritto internazionale umanitario, inoltre,
vieta lo
spostamento forzato dei civili.
Civili vittime dei bombardamenti aerei
Il diritto internazionale umanitario prevede di evitare in tutta
la misura
possibile di provocare delle vittime tra i civili.
Nel corso della prima settimana di bombardamenti aerei, il numero
dei morti
e dei feriti civili è sembrato infatti esiguo. Tuttavia,
nella misura in
cui l'offensiva aerea veniva intensificata ed il CICR, insieme alla
Croce-Rossa Yugoslava, valutava i bisogni umanitari sul posto, è
stato
osservato un aumento del numero delle vittime civili serbe e dei
danni
inflitti ai beni civili. La distruzione degli impianti industriali
ha
privato centinaia di migliaia di civili degli strumenti necessari
al loro
sostentamento.
Alcuni gravi incidenti hanno coinvolto dei civili: la distruzione
su un
ponte di un treno con dei passeggeri a bordo e l'attacco contro
dei veicoli
civili in Kosovo. In entrambi i casi vi sono stati dei morti e dei
feriti.
Un organismo imparziale ed indipendente deve essere autorizzato
a valutare
le necessità ed a fornire l'assistenza alle vittime, ovunque
esse si
trovino e chiunque esse siano.
Il diritto internazionale umanitario richiede che le parti in conflitto
adottino tutte le precauzioni possibili quando sferrano un attacco.
Questo
include il rinunciare a delle missioni quando risulta chiaro che
l'obiettivo non è di natura militare o che l'attacco rischia
di provocare
incidentalmente delle perdite in vite umane che siano eccessive
in rapporto
al vantaggio militare atteso.
Persone private della libertà o disperse
A partire dall'inizio delle ostilità, il CICR ha affrontato
attivamente la
questione delle persone detenute dalle autorità yugoslave,
di quelle
detenute dall'UCK o di quelle di cui semplicemente si ignora dove
si
trovino. Il CICR ha potuto visitare 720 dei circa 1000 prigionieri
che gli
sono stati notificati ufficialmente dalle autorità yugoslave
e cerca di
ottenere dei chiarimenti riguardanti le persone che si trovano in
mano
all'UCK.
Il CICR continuerà a raccogliere informazioni sulle persone
che risultano
essere state arrestate ed a tentare di ottenere la notifica ufficiale
della
detenzione delle persone - civili o militari - che sono state catturate
e,
di conseguenza, sono protette dalle Convenzioni di Ginevra. Esso
si
sforzerà ugualmente di ottenere l'accesso a queste persone.
Da più di tre settimane, tre militari degli Stati Uniti
sono detenuti dalle
autorità yugoslave. Queste non ne hanno notificato la cattura
al CICR e non
gli hanno concesso l'autorizzazione a visitarli nè hanno
concesso loro di
scrivere alle famiglie. Il CICR deplora il fatto di non aver potuto
ottenere l'accesso a questi prigionieri ed esorta le autorità
yugoslave a
rispettare gli obblighi che la terza Convenzione di Ginevra impone
loro,
autorizzando senza esitazione l'accesso ai prigionieri di guerra.4
I prigionieri di guerra ed i civili cittadini stranieri, siano
essi
detenuti o internati, sono protetti rispettivamente dalla terza
e dalla
quarta Convenzione di Ginevra. Di conseguenza, essi hanno il diritto
di
essere visitati dai rappresentanti di una potenza protettrice debitamente
designati e dal CICR.
***
Per questi motivi il CICR chiede immediatamente a tutti coloro
i quali sono
implicati nelle ostilità condotte nella Repubblica federale
di Yugoslavia
di rispettare il diritto internazionale umanitario, di procedere
a delle
inchieste sugli incidenti nel corso dei quali questo diritto è
stato
violato, di adottare tutte le misure atte a porre fine a tali violazioni
ed
a impedire che esse si ripetano.
Il CICR rammenta inoltre ai 188 Stati parti alle Convenzioni di
Ginevra che
essi condividono la responsabilità di garantire che queste
Convenzioni, e
più in generale tutte le norme umanitarie consuetudinarie,
siano rispettate.
Il CICR continuerà a venire in aiuto alle persone che sono
fuggite dal
Kosovo fornendo loro viveri ed assistenza medica come anche ristabilendo
i
legami famigliari. Esso è determinato a rientrare nella provincia
non
appena avrà ottenuto le garanzie di sicurezza e di rispetto
dei suoi
principi e dei suoi metodi di lavoro, allo scopo di assistere e
di
proteggere coloro i quali hanno urgente bisogno di aiuto. Le visite
alle
persone detenute dalle due parti costituiscono parimenti una urgente
priorità.
1 Traduzione non ufficiale di un testo disponibile sul sito Web
del
Comitato internazionale della Croce-Rossa (http://www.icrc.org).
Le note
sono state aggiunte dal traduttore (VdS Roberto Arnò).
2 Il conflitto nei Balcani si è concluso nel giugno scorso
con la firma, il
giorno 9, dell'accordo per il ritiro serbo dal Kosovo tra la Nato
ed i
militari serbi e l'annuncio da parte della NATO della sospensione
dei
bombardamenti sulla Serbia, il giorno successivo.
3 Successivamente alle garanzie offerte dalle più alte autorità
yugoslave
al presidente del CICR ed a una missione di valutazione condotta
alla metà
di maggio, il 24 maggio il CICR ha riaperto il proprio ufficio a
Pristina.
4 Il 26 aprile il CICR ha ottenuto dalle autorità serbe l'autorizzazione
a
visitare i tre prigionieri di guerra americani nel pieno rispetto
delle
disposizioni del diritto internazionale umanitario. Dopo un primo
contatto
avvenuto quello stesso giorno, una delegazione del CICR ha visitato
i
militari statunitensi il 27 aprile. Essi sono stati infine rilasciati
dalle
autorità serbe il 2 maggio.
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23 aprile 1999
Il diritto internazionale umanitario e il conflitto nei Balcani.
Risposte
alle vostre domande.1
1. Che cos'è il diritto internazionale umanitario (DIU)?
Il diritto internazionale umanitario è costituito da un insieme
di norme
che, per motivi di ordine umanitario, si sforzano di limitare gli
effetti
dei conflitti armati. Esso serve a proteggere ed assistere tutti
coloro che
non partecipano, o non partecipano più, alle ostilità
ed a limitare i mezzi
e i metodi usati per fare la guerra. Viene anche chiamato "diritto
della
guerra" e "diritto dei conflitti armati".
Il DIU si applica al conflitto in Kosovo?
Il DIU si applica solo in caso di conflitto armato. Al momento sono
in
corso due conflitti armati2. Uno, di carattere internazionale, oppone
la
Repubblica federale di Yugoslavia, da un lato, agli Stati membri
della NATO
e la NATO stessa, dall'altro. Il secondo è un conflitto armato
non
internazionale tra la Repubblica federale di Yugoslavia e l'Armata
di
liberazione del Kosovo.
Quali sono le regole principali del DIU?
Il DIU protegge tutti coloro che non partecipano alle ostilità:
per esempio
i civili. Protegge anche tutti coloro che non partecipano più
alle
ostilità, come i feriti e i prigionieri. I combattenti devono
distinguere
chiaramente tra le persone che partecipano alle ostilità
e quelle che, come
i civili, non vi prendono parte. Il DIU vieta la distruzione di
beni a meno
che non sia imperativamente richiesta per ragioni di ordine militare.
Sono
egualmente vietati gli attacchi che rischiano di causare incidentalmente
delle perdite in vite umane tra la popolazione civile o danni a
beni di
carattere civile che siano sproporzionati rispetto al vantaggio
militare
diretto e concreto atteso.
Determinati edifici e beni, come ospedali, luoghi di culto (per
esempio le
moschee e le chiese) ed ambulanze, godono di una protezione speciale
e non
possono essere attaccati. Un certo numero di emblemi e di segni
chiaramente
identificabili, comprese la croce rossa e la mezzaluna rossa, possono
essere utilizzati per l'identificazione delle persone e dei beni
protetti.
Il DIU protegge i civili in Kosovo?
I civili sono tutti quegli uomini, donne e bambini che non partecipano
alle
ostilità. Una delle regole fondamentali del DIU è
che i civili non devono
essere attaccati, nè costretti con la forza ad abbandonare
le loro case, e
che i loro beni devono essere rispettati. Tutte le autorità
ed i
combattenti, infatti, sono tenuti ad assicurarsi che i civili coinvolti
dal
conflitto siano rispettati e ricevano i viveri e ciò di cui
hanno bisogno
per sopravvivere.
Che dire dei bombardamenti aerei e del DIU?
Conformemente al DIU, le azioni militari non devono essere rivolte
contro i
civili o dei beni civili. Là dove delle installazioni o del
personale
militari sono presi di mira, ci si deve sforzare in ogni modo per
evitare,
o almeno ridurre al minimo possibile, le perdite tra i civili e
i danni ai
beni civili. I militari devono valutare il vantaggio militare ottenuto
dalla distruzione di un obiettivo militare in rapporto ai danni
inflitti
alla popolazione ed ai beni civili. E' chiaro che i beni essenziali
per la
sopravvivenza della popolazione civile, come le scorte di viveri
e le
installazioni per l'approvvigionamento idrico, non possono essere
oggetto
di attacchi. Quando, nel corso di una azione militare, diviene evidente
che
l'obiettivo non ha natura militare, la missione deve essere interrotta.
Il CICR ritiene che nessuna delle componenti del Movimento internazionale
della Croce-Rossa e della Mezzaluna-Rossa può esprimere delle
posizioni
riguardo alla legalità dei bombardamenti aerei della NATO
in Kosovo. Una
tale questione riguarda lo jus ad bellum (il diritto che regola
il ricorso
legittimo alla forza) e non lo jus in bello (il diritto della guerra),
non
rientrando, di conseguenza, tra le materie di competenza del Movimento.
I soldati americani3 e jugoslavi catturati devono essere considerati
prigionieri di guerra?
Si, ai sensi della III Convenzione di Ginevra, i combattenti catturati
godono dello statuto di prigionieri di guerra. Questo significa
che devono
essere trattati con umanità e che hanno il diritto di essere
visitati dal
CICR. La III Convenzione di Ginevra definisce nel dettaglio le norme
applicabili ai prigionieri di guerra, compreso ciò che concerne
l'alimentazione e l'alloggio. I prigionieri di guerra non possono
essere
processati per il solo fatto di aver preso parte alle ostilità
e devono
essere liberati al termine del conflitto.
In che modo, nel corso di un conflitto, si applica il DIU?
E' compito degli Stati prevenire e, eventualmente, reprimere tutte
le
violazioni gravi del DIU. Il DIU deve essere incorporato nelle procedure
e
nei regolamenti operativi militari, così come nella legislazione
penale
dello Stato. A seconda del sistema giuridico vigente all'interno
di un
Stato, le persone accusate di aver violato il DIU saranno normalmente
giudicate da una corte o un tribunale ordinario ovvero militare.
Dei
tribunali ad hoc sono stati creati per punire gli atti commessi
nel corso
di due conflitti (Rwanda ed ex-Yugoslavia):
Alla luce di quanto ci è dato sapere del conflitto in Kosovo
e della guerra
in generale, il DIU è efficace?
Sfortunatamente, gli esempi di violazioni del DIU nel corso dei
conflitti
che infuriano in tutto il mondo sono innumerevoli. In maniera crescente,
i
civili sono le vittime principali della guerra. In certi casi, tuttavia,
il
DIU ha reso possibile la protezione di civili, di prigionieri, di
malati e
di feriti, nonchè la limitazione dell'uso di armi barbare.
L'applicazione
del DIU incontrerà sempre delle immense difficoltà,
dato che avviene in
periodi di sconvolgimenti estremi: l'attuazione concreta di questo
diritto
è una priorità estremamente attuale.
1 Traduzione non ufficiale di un testo disponibile sul sito Web
del
Comitato internazionale della Croce-Rossa (http://www.icrc.org).
Le note
sono state aggiunte dal traduttore (VdS Roberto Arnò).
2 Il conflitto nei Balcani si è concluso nel giugno scorso
con la firma, il
giorno 9, dell'accordo per il ritiro serbo dal Kosovo tra la Nato
ed i
militari serbi e l'annuncio da parte della NATO della sospensione
dei
bombardamenti sulla Serbia, il giorno successivo.
3 I tre prigionieri di guerra americani sono stati rilasciati dalle
autorità serbe il 2 maggio 1999.
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Assemblea Generale Cerimonia di Apertura
Federazione Internazionale Società di Croce Rossa e Mezzaluna
Rossa
Ginevra 23 ottobre 1999
Discorso di Cornelio Sommaruga Presidente del Comitato Internazionale
della
Croce Rossa
L'organizzazione della Croce ha preso una croce come proprio emblema.
Ma che significato ha questa croce ? Da una parte sofferenza e morte,
ma anche vittoria spirituale dall'altra.
In altre parole, invece di preoccuparci della ns. sopravvivenza
pacifica o
della nostra sicurezza nazionale, siamo richiesti a sottometterci
ai
supremi ideali di amore e fratellanza.
Queste parole, Sig. Presidente, Sig. Segretario Generale, cari amici
delle
Società di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa , sono del precedente
Presidente
della Repubblica Indiana, SARVEPALLI RADHAKRISHNAN, e mi sembra
molto
appropriato per richiamare quelli che sono i nostri obiettivi.
Amore e fratellanza nel Movimento e dal Movimento per tutti quelli
che nel
mondo ci stanno aspettando : i sofferenti che hanno fiducia nella
Croce
Rossa e Mezza Luna Rossa. Vittoria spirituale per ognuno di noi,
per le
Società nazionali, per la Federazione, per il Comitato, che
sarà sempre
raggiunto in unione con i nostri principi fondamentali, ed in particolare
con la nostra missione così come fissato negli Statuti "
.. per prevenire
ed alleviare le sofferenze umane ovunque si possano incontrare ..."
Vittoria spirituale è la realizzazione del lavoro volontario
di Croce Rossa
e Mezza Luna Rossa come servizio disinteressato e devoto. E' in
conformità
con gli ideali etici.
Nella Vostra importante Assemblea Generale ricercherete per il futuro
in
termini di decisioni sul personale, e su problematiche costituzionali
e
strategiche. Vi auguro quanto di meglio per il vostro lavoro sotto
la
capace dirigenza dell'amica , Professoressa Astrid Heiberg.
Il filosofo Hans Jonas, deceduto alcuni anni fa, ha probabilmente
posto le
domande più pungenti di qualsiasi pensatore alla fine di
questo secolo.
Nel suo libro, Das Prinzip der Verantwortung, (Il principio della
Responsabilità) solleva il problema delle responsabilità
che ricadono sugli
uomini e le donne di oggi. . Egli ricorda in sintesi che come risultato
del fenomenale progresso della scienza e della tecnologia negli
ultimi
cento anni, le nostre azioni possono avere ripercussioni senza precedenti
nello spazio e nel tempo. Nello spazio perché alcune azioni
che facciamo
hanno conseguenze non solo localmente o regionalmente, ma su l'intero
pianeta (pensate per esempio, all'effetto serra o al disastro nucleare
di
Chernobyl).In tempo, poiché alcune delle nostre azioni non
intaccano
solamente noi viventi di oggi, anche intaccheranno anche le generazioni
future (pensate per esempio ai danni permanenti dell'ambiente o
all'esaurimento delle risorse naturali).
Da questi fatti ovvi non è difficile concludere, con o senza
Hans Jonas,
che alcune delle nostre decisioni avranno conseguenze tali da dover
essere
prese con la massima cautela.
Nell'epoca della globalizzazione delle comunicazioni e delle transazioni
economiche , siamo costretti ad appellarci alla globalizzazione
delle
responsabilità !
*******************
Avete avuto la cortesia, Sig.a Presidente, di invitarmi all'apertura
della
Vostra Assemblea Generale. Ho accettato con una certa malinconia,
poiché
questa sarà l'ultima riunione dove io sarò con voi.
Ci rivedremo certo al
Consiglio dei Delegati ed alla Conferenza Internazionale e avrò
ancora il
piacere di visitare alcune Società nazionali , prima della
fine della mia
presidenza del CICR alla fine del 1999.
Ma permettetemi, cari amici, di dirvi nuovamente, che ciò
che mi ha
particolarmente colpito - e di conseguenza motivato - all'inizio
del mio
percorso di Croce Rossa, sia stata una frase di Henry Dunant nel
libro
"un Souvenir de Solferino", allorchè descrive la
forza della solidarietà
delle donne lombarde.
Lo cito : " Onore a queste donne piene di compassione, a queste
giovani
ragazze di Castiglione!
Nulla le ha ripugnate, stancate o scoraggiate, e la loro modesta
devozione
non ha tenuto conto della ripugnanza, della stanchezza, dei sacrifici
".
E tutto questo senza la minima discriminazione, poiché queste
donne
proclamavano "Tutti Fratelli".
E' lì che è nata la Croce Rossa, è a Solferino
e Castiglione che i principi
fondamentali d'indipendenza, di neutralità, di volontariato
e
d'imparzialità sono stati messi in pratica.
E' lì dove io ho avuto l'occasione di partecipare quest'anno
, in occasione
del 140 ° anniversario della battaglia , alla FIACCOLATA della
Croce Rossa
"da Solferino a Castiglione" : sette chilometri con 3.000
persone. E'
stato straordinario. Fatelo anche voi : l'anno prossimo si svolgerà
il 24
giugno, il giorno della battaglia di Solferino.
E tutto questo ieri e oggi con discrezione. Infatti, quando una
settimana
fa ho sentito che Medici senza frontiere, hanno ricevuto il premio
Nobel
per la Pace, mi sono congratulato con loro, ma mi sono ricordato
di quanto
Alfred de Vigny aveva scritto : " Solo il silenzio è
grande, tutto il resto
è debolezza!"
Grazie dell'appoggio che mi avete sempre dato; accettate i miei
più
calorosi auguri per il vostro lavoro . Arrivederci a venerdì
prossimo in
occasione del Consiglio dei Delegati !
Cornelio Sommaruga
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Il Coordinamento Regionale DIU Emilia Romagna unitamente al Comitato
CRI di
Rimini, al Comune ed alla Provincia di Rimini organizzano un convegno
per
il 50 anniversario delle Convenzioni di Ginevra, da sabato 20 a
domenica 21
novembre pv.
Programma
Sabato 20/11/1999 - h 930 : 18
- Apertura convegno
- Le Convenzioni di Ginevra nel mondo contemporaneo : I. Palumbo
- I diritti umani e le Convenzioni di Ginevra: C. Galli
- Il sistema di applicazione delle Convenzioni di Ginevra: la Commissione
internazionale per
l'accertamento dei fatti: M. Vaglio
- La protezione dei rifugiati e le Convenzioni di Ginevra: ACNUR
- Problemi dell'informazione e ruolo dei giornalisti: P. De Paoli
- Le violazioni delle Convenzioni di Ginevra e l'istituzione del
Tribunale
Penale
Internazionale: C. Angeli
Domenica 21/11/1999 - h 930 : 1300
- L'azione sul terreno nell'esperienza di un Delegato internazionale
del
CICR: A. Roccaldo
- L'esperienza dell'Ist. Internazionale di San Remo: Rappresentante
- La 27 Conferenza internazionale della CR e MR di Ginevra: ML Zamparelli
- Conclusioni del convegno: P. Ridolfi
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Per iscrizioni inviare scheda di partecipazione (usuali dati da
indicare)
alla Sezione Femminile del Comitato Prov. CRI di Rimini o al fax
0541. 56033.
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