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Museo Internazionale della Croce Rossa

Castiglione delle Stiviere MN

La battaglia di Solferino

La battaglia di Solferino, in cui il 24 giugno 1859 si affrontarono l'esercito franco-sardo-piemontese e quello austriaco, rappresentò una tappa decisiva nel processo per l'indipendenza italiana dall'Austria e per la costruzione dell'unità nazionale, ma fu uno degli scontri più sanguinosi che la storia europea ricordi. Nel tranquillo scenario delle colline moreniche mantovane, in un caldo soffocante, circa 300mila uomini si batterono con accanimento fin dalle prime luci dell'alba, su un fronte di circa venti chilometri. Un violento temporale, nel tardo pomeriggio, spense il fuoco dei combattimenti, inzuppando di fango e sangue i corpi, disseminati per tutte le campagne circostanti, di quasi 100.000 fra morti e feriti.

Stampa antica scena battaglia Disegno Pontremoli

Questi vennero trasportati, su carri agricoli tirati da buoi, a Castiglione delle Stiviere, la località più vicina (dove esisteva un ospedale). Il paese, dal 25 al 30 giugno, ne accolse circa 9.000 (quasi il doppio dei suoi abitanti), trasformandosi in un enorme ospedale a cielo aperto. In gran parte i feriti vennero adagiati su improvvisati letti di paglia all'interno delle chiese, nelle case disponibili, nelle piazze e sui marciapiedi delle strade.
Fu questo il quadro apocalittico che Henry Dunant ebbe di fronte al suo arrivo in terra mantovana, nella notte fra il 24 e il 25 giugno (la battaglia si era svolta nella giornata del 24).

Pannello Battaglia Solferino 1