Clara Barton |
||
Dopo essersi prodigata a lungo e senza risparmio di fatica per curare i feriti durante la tremenda guerra civile ch'era divampata negli Stati Uniti tra il 1861 e il 1865, fiaccata nel corpo e nello spirito, la Barton era partita su consiglio del suo medico per cercare di ritrovare nella quiete della Svizzera la salute e la serenità. Fu a Ginevra che venne a conoscere l'esistenza della Croce Rossa Internazionale, cui già ben 22 stati avevano aderito. L'interesse di Clara per l'istituzione fu subito enorme. Come mai gli Stati Uniti d'America non vi facevano ancora parte? - Una lettera è stata inviata ormai da molto tempo al vostro governo - le fu detto - ma l'auspicata risposta non è mai giunta. - Che cosa prevede la convenzione che anche gli Stati Uniti dovrebbero sottoscrivere? - chiese allora Clara. - Prima di tutto che gli ospedali, il personale adibito, i malati e i feriti ricoverati sono da considerarsi come neutrali: nessuno dovrà far loro del male e nessuno potrà farli prigionieri. Un'unica bandiera, dunque, per tutti gli ospedali del mondo. Ed era proprio questo in fondo che la Barton aveva sognato in patria sui campi di battaglia della guerra civile! La nobile donna era in Europa quando nel 1870 scoppiò cruenta la guerra tra Francia e Germania; anche in tale occasione ella prestò la sua opera, e fu a Sedan che promise solennemente a se stessa di fondare la Croce Rossa americana. Dopo quattro anni di assenza, nel 1873, Clara tornò in patria; ma la sua guarigione si dimostrò effimera, tanto che fu di nuovo a lungo costretta a letto e poi in un sanatorio per la convalescenza. Anche in questo disgraziato periodo la Barton continuò ad interessarsi allo sviluppo della Croce Rossa, ed appena poté, pur essendo al corrente del fallimento di precedenti tentativi, munita di una lettera indirizzata dal Dottor Gustavo Moynier (membro del Comitato dei Cinque a Ginevra) al Presidente degli Stati Uniti, nell'agosto del 1877 partì per Washington. Parlò con il Presidente, con i ministri, con i membri del Congresso, con senatori e deputati, e non ottenne che dinieghi, ma non disarmò; per anni continuò a battersi per la causa della Croce Rossa in mezzo alla generale incomprensione e persino diffidenza; finché, in una dolce sera di marzo, un fattorino bussò alla porta per consegnarle una lettera. Commossa, ella lesse:< Ho il gradito privilegio di informarla che il Senato ha ratificato la Convenzione di Ginevra, che gli Stati Uniti accettano integralmente....Il Presidente degli Stati Uniti, Chester Arthur>. Era il 1882. Clara aveva dovuto lottare per ben cinque anni! R.Luzzato, "Nasce la Croce Rossa", in <Oggi per domani>, vol 6°. Principato Unedi, Milano, 1963. Tratto da "L'appassionante storia della croce Rossa di Massimo Jevolella Ed.Paravia Torino, collana ideechiave (27), anno1977
|
||