Il trattamento dei prigionieri |
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Le convenzioni di Ginevra, sottoscritte da quasi tutti i paesi del mondo, stabiliscono che i prigionieri di guerra siano trattati decorosamente: non possono essere uccisi o torturati; hanno diritto a un rifugio, cibo, indumenti e assistenza medica; devono essere autorizzati a ricevere lettere e pacchi dai loro familiari; e i loro campi possono essere ispezionati da un ente neutrale , come il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), l’organismo che Dunant aiutò a fondare. Quando due paesi sono in guerra devono permettere all’ICRC di entrare nei campi di prigionia. Oggigiorno, comunque, molti dei prigionieri che l’ICRC visita sono detenuti politici, che non sono protetti dalle Convenzioni di Ginevra. In tali casi l’ICRC deve trattare con le autorità per ottenere che il suo staff possa entrare nelle prigioni. A questo scopo si appoggia alla sua reputazione di stretta neutralità verso tutti. A ciò contribuisce il fatto che gli operatori dell’ICRC - detti delegati - provengono tutti dalla Svizzera, un paese neutrale. Che i prigionieri siano soldati bianchi sudafricani o nazionalisti neri, Libanesi cristiani o mussulmani, Cubani o Americani catturati in un conflitto, il principio è sempre lo stesso: i prigionieri sono tutti esseri umani e in quanto tali devono essere rispettati. |
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Proteggere le popolazioni civili |
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Durante la seconda guerra mondiale i civili furono colpiti dalle armi come mai non era accaduto in precedenza: Il bombardamento delle città, le rappresaglie, e deportazione e gli stermini di massa. Per mezzo di regolamentazioni introdotte dopo la seconda guerra mondiale, a partire dalle Convenzioni di Ginevra del 1949, la comunità internazionale ha concordato alcune norme di base per le protezione dei civili in tempo di guerra. Molte operazioni di emergenza della Croce Rossa hanno lo scopo di assistere i civili, garantendo loro i rifornimenti essenziale e soprattutto rimanendo presenti nelle zone di conflitto. In queste situazioni di tensione gli operatori della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa devono essere irremovibili nell’assicurare che i soccorsi vadano a coloro che ne hanno realmente bisogno. |
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Rintracciare i dispersi |
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Una delle situazioni più dolorose che si può presentare in tempo di guerra è quella di non sapere che cosa è successo a una figlia, un fratello o un padre.....Sono sopravvissuti o no? Dove sono adesso ? Dal 1870 la Croce Rossa ha fatto il possibile per trovare una risposta a queste domande. La sua Agenzia Centrale, con base a Ginevra, cerca di tenere le famiglie in contatto. Durante la prima guerra mondiale, l’Agenzia ha aperto fascicoli su sette milioni di dispersi e talvolta si è trovata a smaltire trentamila lettere al giorno da parte di famiglie in preda all’angoscia. Durante la seconda guerra mondiale, tra i prigionieri di guerra e le loro famiglie sono state scambiate per mezzo dell’Agenzia, oltre cento milioni di lettere, Il problema era vasto anche per i civili: milioni di persone erano state sradicate dalle loro case. Molte di loro erano state mandate nei campi di lavoro in altri paesi, altre erano scomparse. Alla fine della guerra l’Agenzia contribuì alla riunificazione di 700,000 persone con i loro familiari. Circa il 25% del lavoro dell’Agenzia ancora oggi riguarda casi della seconda guerra mondiale. Un fattore essenziale del successo dell’Agenzia sono le informazioni; nomi, indirizzi e altre indicazioni che possono servire ad identificare qualcuno. Questi particolari, che l’Agenzia considera strettamente confidenziali, sono archiviati attentamente che un giorno possano essere confrontati con una richiesta d’informazioni da parte di un parente. L’impegno continua Sin dal 1945 l’Agenzia dispersi è stata coinvolta praticamente in ogni conflitto; i suoi archivi contengono oltre sessanta milioni di schede. Ogni anno inoltra più di due milioni di moduli messaggio della Croce Rossa tra membri di famiglie separate e riunisce o rimpatria circa 10.000 persone colpite dai conflitti. |
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Trasmettere il messaggio |
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Come lo stesso Henry Dunant cerco di realizzare durante la sua vita, occorre che nelle situazioni di conflitto i principi basilari della Croce Rossa e delle Convenzioni di Ginevra siano compresi da tutti: soldati, ribelli, governi e comuni civili. Da ciò dipende la vita di molti. Avere delle regole per alleviare la sofferenza in guerra non serve a niente se la gente non le conosce. Ecco perché gli operatori della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa stanno dedicando sempre più tempo a trasmettere il loro messaggio, con incontri, libri, fumetti, teatri, e anche interponendosi tra la violenza e le vittime |
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Le leggi della guerra |
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A prescindere dal movimento di portata mondiale che ha lasciato dietro di sé, l’eredità più preziosa di Dunant è la protezione delle vittime di guerra, come è stata espressa dalle Convenzioni di Ginevra. La prima convenzione riguardava i soldati; più tardi estesa ai marinai. Dopo la morte di Dunant si giunse alla protezione dei prigionieri di guerra e dei civili, In tutto ciò il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha avuto un ruolo importante, come ai tempi di Dunant, nell’indurre i governi ad accogliere queste misure. L’ultima importante revisione delle Convenzioni ha avuto luogo nel 1949, quando i governi e i popoli portavano ancora le cicatrici della seconda guerra mondiale. Ma per i conflitti assai diversi che sono scoppiati durante il periodo della decolonizzazione e in particolare con la guerriglia, c’era bisogno di nuove regole, che sono state introdotte in sezioni aggiuntive, note come protocolli nel 1977. Tutte queste leggi sono molto particolareggiate ma il loro messaggio basilare è semplice: chi non prende parte ai combattimenti - i civili - e chi non vi prende più parte - i prigionieri e i feriti - devono essere protetti da possibili danni e trattati umanamente. |
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Nutrire chi muore di fame |
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In molte parti del mondo le famiglie non hanno abbastanza da mangiare. I bambini e i vecchi sono i più colpiti dalla mancanza di alimentazione sana e regolare e per loro è più difficile combattere le malattie. Così quando il cibo si esaurisce - a causa di siccità, perdita del raccolto o guerra - possono ammalarsi subito e morire. Quando la carestia ha colpito l’Africa tra il 1984 e 1986, la Lega delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha lavorato in collaborazione con le società nazionali per nutrire almeno tre milioni di persone in ventidue paesi. Ma la prevenzione è meglio della cura. Così gli operatori della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa stanno intensificando il loro impegno in progetti di prevenzione di calamità: aiutando gli agricoltori a coltivare cibo a sufficienza, a piantare alberi contro l’erosione del suolo, a immunizzare i bambini contro le malattie che ne uccidono cinque milioni l’anno. |
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