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Questo palazzo settecentesco,
ora sede del Museo Internazionale della Croce Rossa, fu dimora patrizia
della famiglia Trivulzi-Longhi fino al 1937. Nel 1959 venne acquistato
dall'Amministrazione Comunale, Sindaco Enzo Boletti, con un contributo
della CARIPLO e donato alla C.R.I. con vincolo a Museo per ricordare gli
storici avvenimenti di cui la Città
di Castiglione delle Stiviere fu protagonista con Henry Dunant, ispiratore
ed instancabile realizzatore dell'idea della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
L'inaugurazione del Museo avvenne il 25 giugno 1959, il giorno dopo il
centenario della Battaglia di San Martino e Solferino , l'ultima e più
sanguinosa delle battaglie della seconda guerra d'Indipendenza d'Italia,Austriaci
da una parte, comandati dall'imperatore Francesco Giuseppe e Franco- Piemontesi
dall'altra, comandati dall'imperatore Napoleone III e dal Re d'Italia
Vittorio Emanuele II.
300.000
uomini si affrontarono accanitamente fin dalle ore 4 del mattino e, dopo
il temporale alle ore 17 del 24 giugno 1859, restarono sulle colline circa
40.000 fra morti e feriti. I feriti vennero trasportati, su carri agricoli
tirati da buoi, a Castiglione delle Stiviere, località più vicina (dove
esisteva un ospedale). Il paese ne ha ricevuti circa 9.000 dal 25 al 30
giugno, raddoppiando così la popolazione di allora.Nella
drammatica situazione venutasi a creare, i reparti sanitari degli eserciti
risultarono incapaci ad organizzare il soccorso ai loro soldati. Gran
parte dei feriti, vennero adagiati su improvvisati letti di paglia all'interno
delle chiese,
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nelle case disponibili e sui marciapiedi delle strade. Fu questo il quadro
apocalittico che si presentò davanti allo sguardo impreparato di Henry Dunant,
cittadino svizzero di Ginevra arrivato nella città di Castiglione la sera
del giorno stesso della battaglia con lo scopo di conferire con l'Imperatore
francese Napoleone III per affari intrapresi nel Nord Africa. Henry Dunant
partecipò all’azione di soccorso organizzata
e coordinata da Don Lorenzo Barzizza, curato di Castiglione
delle Stiviere, con la preziosa collaborazione della popolazione
ed in particolare delle donne. “Tutti Fratelli” esse dissero:
in questo motto sta il Principio Fondamentale dell’Imparzialità
del soccorso, concetto rivoluzionario per l’epoca quando curare
il nemico era un reato di “alto tradimento” e chi lo metteva in pratica
veniva condannato a morte.
Al suo ritorno a Ginevra, Dunant riferisce l'inaspettato resoconto del suo
viaggio, pubblicando, a sue spese, un libro che sconvolse tutta l'Europa:
“ Un souvenir de Solferino”, nel quale viene descritta la guerra e le insufficienze
degli eserciti ad affrontarne le conseguenze. Le conclusioni del libro sono:
“ Non ci sarebbe mezzo di costituire, in periodo di pace, delle Società
di Soccorso con lo scopo di far curare i feriti in tempo di guerra, da volontari
attivi, devoti e ben qualificati per un’opera simile?”
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